Tra lugubre bigottismo ipocrita della Chiesa cristiana cattolica e perversa infima mostra tv (leggi: propaganda politica e pubblicità commerciale) delle peggiori figure emergenti dalla cronaca nera internazionale, la diffusa stoltezza popolare si pasce di immagini ipnotiche e allucinanti, allegorie in cui falsi idoli si prostituiscono ad uso e consumo di affaristi travestiti da partito e da impresa in pratica protervamente protesi solo al proprio personale profitto…

L’impiego disinibito e insistito dei testimonial e delle celebrity nell’ossessivo ricorso al richiamo dell’eterno femminino ha reso vago e risibile il valore effettivo della marca e del prodotto pubblicizzati rispetto ai “valori” (si fa per dir) del personaggio protagonista dell’immagine o dello spot. Lo stile di vita ed il profilo personale della star sono i reali oggetti dei desideri e le vere sollecitazioni degli appetiti del consumatore. Il resto è sfondo.

Tale logica pervade ogni ambito dei rapporti senza distinzioni tra movimenti politici e religiosi, iniziative commerciali e finanziarie, produzioni cinematografiche e televisive, etc…

Dalla suggestione e dalla seduzione al sogno (e al sonno della ragione) e di qui alla perdita del senso critico e all’assenso senza senso il passaggio è piacevolmente indotto…

Gli attuali padroni del vapore si legittimano invocando il beneplacito popolare, ma c’è da riflettere sul significato di tale presunto assenso, avendo presente che la nozione di consenso dell’avente diritto di giuridica rilevanza nulla ha a che fare con l’insensata carnevalata delle cosiddette consultazioni elettorali o “votazioni” o anche esercizio del diritto di voto (in gabina…) in cui non v’è traccia di consapevole conoscenza dell’oggetto!

E poi c’è da sapere a quale “volontà popolare” s’ha da ispirare una personcinammodo, se a quella dei nostri nonni osannanti il duce del partito unico o alla “libera espressione” dei padri costituenti che – tanto per gradire – misero fuorilegge perfino l’apologia del fascismo.