Sin da quand’ero bambino ricordo, come tutti i siciliani, la ricorrenza di Santa Lucia.

La cuccia, le arancine e le panelle, allietavano la giornata del 13 dicembre, dedicata ai festeggiamenti della Martire siracusana, protettrice della vista.

Lucia fu decapitata nel 304 d.C. quando aveva 21 anni per la sua fierezza di proclamarsi cristiana.

Esposta al ludibrio dinanzi all’Arconte Pascasio, in ginocchio, prima di essere decapita, annunciò la destituzione di Diocleziano e la pace per la Chiesa.

A parte la rima del titolo del post, il presagio di Santa Lucia è un’occasione di riflessione in uno dei momenti più importanti della storia d’Italia.

Domani, in Parlamento, si decideranno le sorti del governo Berlusconi.

La decisione, purtroppo, è affidata a molti parlamentari privi di dignità e di coerenza. A gente pronta a vendersi per un piatto di lenticchie. A figuri improbi e abietti che debbono la loro nomina in Parlamento all’assurdo di questa legge elettorale.

Per gli italiani onesti, quindi, non rimane che sperare.

Forse l’intercessione della Santa di Siracusa riuscirà a dare “la vista” a quei parlamentari del centrodestra accecati da Berlusconi, come tanti, tantissimi, italiani onesti che l’hanno votato.

Già il primo miracolo Santa Lucia lo ha fatto nel consentirci di vedere quali sono i Giuda fra i parlamentari del centrosinistra che si sono dichiarati pronti a sostenere Berlusconi. Per questo non considero affatto la cosa una iattura, anche se Berlusconi dovesse avere la fiducia.

Non mi sorprendo nemmeno che fra coloro che dentro Fli ambivano a distinguersi fra “falchi” e “colombe” stiano volando delle “quaglie”. Non ci si può meravigliare, infatti, che certi uccelli non riescano a volare alto.

Auguriamoci, quindi, che la profezia della fine di Diocleziano possa avverarsi domani con la fine di Berlusconi.

Auguriamoci pure che la Santa miracolosa possa ridare la vista ai tanti italiani accecati da Berlusconi quando – speriamo presto – ritorneranno a votare per un Parlamento dove non ci dovrà essere più posto per coloro che hanno fatto della corruzione e della prostituzione, fisica e morale, la loro forza e loro ragione di vita.