Eccomi qui, tornata dall’università occupata, il Dams, Roma3, dove ho tenuto le mie tre ore di laboratorio con il permesso dell’assemblea degli studenti, anche se le lezioni sono interrotte da settimane, perché la mia è una bottega artigiana, non una lezione accademica, e i 200 studenti che partecipano vogliono imparare a scrivere un film e io cerco di fare del mio meglio per metterli in grado di farlo. Due ragazzi e una ragazza hanno scritto un soggetto, “Broadcast yourself”. Si trattava di passare dal soggetto alla scaletta di massima, la prima, quella in otto punti, l’ossatura, la struttura drammaturgica. Molti facevano domande, proponevano soluzioni. Faticoso ma interessante, fare una riunione di sceneggiatura invece che in tre, in 190…

Ogni tanto qualcuno, del comitato di lotta , posto che si chiami ancora così, entrava nell’aula a chiedere comparse per il video sull’occupazione… C’erano sacchi a pelo qua e là. Articoli di giornale appesi al muro. Bottiglie (d’acqua, di birra, non molotov). Ho pensato che un laboratorio di sceneggiatura poteva starci in una facoltà occupata. Come contenuto, intendo. Domani, il fatidico 14 dicembre, un San Valentino nel mese di Natale, le università saranno disoccupate. Gli studenti, gli insegnanti, i precari, gli operai, i cittadini… tutti, ci aspettiamo che succeda qualcosa. Che Berlusconi si dimetta, che sia sfiduciato, che se ne vada. Che si volti pagina. Magari invece non succederà niente. Ci aspettiamo anche questo. Rimpasti, riporti, rigurgiti. Papponi riciclati, mercati dell’usato, del deputato sfigato, compravendite. Partiti che fioriscono come muffe. Nuove coalizioni. Matrimoni di convenienza. Tresche legittimate. Purchè non succeda niente, sta succedendo di tutto.

Mentre guardavo i ventenni apprendisti della mia bottega artigiana, pensavo: poveri figli, che brutta sensazione, questo domani di pietra. In fondo, nel concetto stesso di “domani” è previsto il mutamento. Domani è un altro giorno, diceva Scarlet O’Hara in Via col vento. Domani sarà una bella giornata, dice Mrs. Ramsey al più piccolo dei suoi figli in Gita al faro… Uno, quando è giovane, ha diritto al domani, no? No, evidentemente… Domani, non succederà niente.

Chi era che cantava “Un giorno dopo l’altro / la vita se ne va /domani sarà un giorno / uguale a ieri…” ?