Vigne Colle delle AllodoleSiamo nel cuore dell’Umbria, presso Montefalco, borgo medievale appollaiato s’un colle che domina le pianure dintorno e offre una vista che spazia da Perugia ad Assisi. A Montefalco, per centinaia di anni, si è prodotto il vino Sagrantino: dall’omonimo vitigno autoctono. Tale nome è già documentato nel XVI secolo, dal latino “sacer” e “sacramentum”: ad indicare che furono i frati francescani a diffondere la coltivazione della vite nei giardini e negli orti dei conventi circostanti, lasciando appassire i grappoli e raccogliendoli nel periodo natalizio, per ottenere un vino dolce adatto ai riti religiosi. Nel XIX secolo il Sagrantino cominciò ad essere conosciuto in tutta Italia. Cent’anni dopo però, nel pieno della meccanizzazione vitivinicola, a causa della non alta resa del vitigno e del carattere dolce del vino, destinato al consumo familiare e poco commerciabile, Il Sagrantino fu spiantato per coltivare altri vitigni che accertavano una resa e un commercio migliore. È soltanto grazie alla dedizione di alcuni viticultori che la “uva Sagrantina” non è scomparsa, e anzi ha avuto la DOC nel 1979 e la DOCG nel 1992. In tale lasso di tempo il vino Sagrantino ha cambiato fisionomia ed è diventato secco. Quindi sono stare regolamentate nel disciplinare due tipologie: il Sagrantino e il Sagrantino Passito.

La fattoria Colleallodole nasce nel 1967 quando Milziade Antano acquista un’azienda agricola a pochi chilometri da Montefalco, presso Bevagna, con mezzo ettaro di vigna su terreno argilloso caratteristico dell’area. Nel 1975 pianta altri ettari e, qualche anno dopo, conosce un noto giornalista gastronomico, Luigi Veronelli. Quest’ultimo assaggia il Sagrantino prodotto nella fattoria e consiglia al figlio adolescente di Milziade: “continua il lavoro di tuo padre, e avrai un avvenire”.

Così è stato. Francesco Antano ha continuato l’opera del padre, fondata sulla qualità e sul lavoro indefesso, ed oggi è indubbiamente uno dei migliori produttori di Sagrantino: con 12 ettari di vigna. Una lunga degustazione di tutti i vini dell’azienda Colleallodole, dalla prima annata imbottigliata di Sagrantino secco (1985), ci ha mostrato come quest’azienda non abbia mai smesso di fare vini di qualità. Ma anzi è migliorata, dacché Francesco ha definitivamente preso il posto del padre nel 2001. Il Sagrantino 1992 e il 1997, il 1998 Rosso Riserva o il Sagrantino Colleallodole, come il 2001 Sagrantino Colleallodole, ma specie il 2003 e il 2004, attestano l’eccellenza e la longevità dei vini di Montefalco. Vini grintosi e robusti, ma fini, che hanno bisogno di anni per manifestare tutte le loro qualità.

Oggi l’azienda fa lunghe macerazioni delle uve e fermentazioni in acciaio, per poi maturare i vini in legni di diverse dimensioni: piccoli, medi e grandi. Di certo il Sagrantino non si presta ad essere bevuto come aperitivo, ma abbisogna di essere combinato a piatti di carne o di formaggi.

Il Rosso di Montefalco 2008 (13 euro): è un assemblaggio di Sangiovese, Merlot e Sagrantino. È gustoso, e si può bere anche dopo “soli” due anni: potente, pieno e sapido, non manca di freschezza in quest’annata. Fra i migliori della tipologia.

Il Rosso di Montefalco Riserva 2007 (18 euro): è assemblaggio di Sangiovese, Merlot, Sagrantino e un 5% di Cabernet Sauvignon che era stato piantato da MIlziade Antano fra le viti di Sangiovese. È più ampio e dolce del rosso non riserva, e matura un anno in più di quest’ultimo, ma nell’annata 2007 riesce meno equilibrato. Ha ancora bisogno di tempo per smaltire il legno.

Il Sagrantino 2006 (25 euro): ha colore cupo e aromi maturi. È rotondo e strutturato, caldo e ancora molto giovane. Un bel Sagrantino, in un’annata irregolare.

Il Sagrantino Colleallodole 2006 (50 euro): ha colore cupo. È vario e complesso al naso, con una tostatura della maturazione in legno ancora da digerire. Alla bocca è robusto e fresco al contempo, con una considerevole dolcezza di frutto. È più equilibrato dell’altro 2006, e più buono. Ha bisogno di altro tempo in bottiglia.

Il Sagrantino Colleallodole 2007 (50 euro): è scuro al colore e molto intenso al naso. Un vino poderoso ma al contempo succoso, con finale grintoso e fresco, che ravviva il corpo alcolico. Molto buono.

Da segnalare il delizioso Sagrantino Passito dell’azienda (30 euro).

Siamo lieti di trovare a Montefalco un’azienda come quella di Francesco Antano, che nobilita e rispetta il Sagrantino. In quanto tale vino e tutta la denominazione attraversano un momento particolare: dai 122 ettari vitati del 1998, con 18 cantine imbottigliatrici e circa 550 mila bottiglie all’anno, si è passati ad avere 660 ettari vitati nel 2008, con 61 aziende imbottigliatrici e 2,3 milioni di bottiglie. Pertanto oggi il Sagrantino soffre, come altre denominazione italiane, un eccesso di offerta nella quantità, oltre che un travisamento della qualità: i modelli di vino proposti dalla critica sono per anni stati poco caratteristici, oltre che alquanto discutibili.

FATTORIA COLLEALLODOLE di Milziade Antano – Vocabolo Colle Allodole, 228 – 06031 Bevagna (PG)

Tel. 0742 360371

*Contro la confusione di un paese che conta una decina di diverse guide vinicole, vi proporremo le aziende e i vini più rappresentativi di ogni regione. Vini d’ogni prezzo che preservano l’unicità del patrimonio vitivinicolo, gustativo e culturale italiano. Ogni volta sarà riportato il prezzo di cantina.