“Con un voto non si governa”. E’ questo il primo commento al discorso di Silvio Berlusconi, del leader del Carroccio, Umberto Bossi. Mentre Massimo D’Alema al di là del risultato che porterà a casa il governo “bisogna andare dritti dritti alle elezioni”. Per  Della Vedova (Fli), “il Pdl è morto”. Segui la diretta dal Senato

Umberto Bossi: “Con un voto non si governa”
”Un ottimo discorso, equilibrato,uno dei migliori che ha fatto. Non so se ha convinto gli indecisi ma penso che il Governo avrà la fiducia anche alla Camera”. Così il ministro Umberto Bossi ha commentato, uscendo dall’aula del Senato, l’intervento con cui il premier Silvio Berlusconi ha chiesto la fiducia al Governo. “Con un voto in più non si governa e se non si può governare fatalmente bisogna votare”. Su una ipotesi di allargamento del governo all’Udc, il senatùr dice: “Ora pensiamo alla fiducia. Rifatemi questa domanda tra qualche giorno”. Ma Bossi commenta dice la sua anche sun una possibile guida al governoi di remonti: “Mica è scemo che va a governare un Paese in questa situazione. Solo un pazzo come Berlusconi lo può fare”.

Domenico Nania: “Berlusconi guarda al futuro”.
“Condivido pienamente il discorso del Presidente del Consiglio su tutti i punti e sotto tutti gli aspetti”. Così dice il vice Presidente del Senato, Domenico Nania. “Apprezzo il suo discorso – prosegue – perché non è cristallizzato sul passato, ma guarda al futuro, al 15 dicembre e fissa una concreta tabella di marcia per procedere spediti con le grandi riforme di cui ha tanto bisogno il Paese. Oggi siamo ad un bivio, ad uno snodo fondamentale e non solo della Legislatura: da una parte il passato, ‘la restaurazione’, dall’altra la possibilità di continuare il progetto riformatore che abbiamo intrapreso nell’interesse del Paese. Io mi auspico che il senso di responsabilità di tutti prevalga quando in gioco c’è la stabilità e il futuro del nostro Paese”.

Giampiero D’Alia (Udc): “Ennesima giaculatoria”.
“Non mi sembrava una apertura ma un’autodifesa di un governo che riteniamo non abbia governato”. E’ questo il primo commento da parte dell’Udc alle parole del premier Silvio Berlusconi. Il giudizio del capogruppo dei centristi a Palazzo Madama, Giampiero D’Alia, è duro e fortemente critico: “Tante promesse ed oggi mi sembra l’ennesima giaculatoria che non porta da nessuna parte”. Quanto al futuro del governo, D’Alia ricorda che l’Udc “non ha mai parlato di crisi al buio, noi vogliamo  un governo di responsabilita’ nazionale che affronti le emergenze economiche”, conclude l’esponente centrista.

Emma Bonino: “Se governo otterrà la fiducia, lo scenario sarà peggiore”.
“Se Berlusconi otterrà la fiducia con una manciata di voti, questo sarebbe uno scenario peggiore di quello attuale”. Lo afferma in aula al Senato la radicale, Emma Bonino. Domani i radicali voteranno senza “patemi d’animo”, consapevoli che “non basterà la sfiducia per cambiare pagina. Bisognerà passare – dice Bonino – da un Parlamento di nominati ad un Parlamento di eletti”. L’esponente radicale ringrazia Pierluigi Bersani che “ci ha dato atto che non siamo mossi da interessi di potere, ma ci muove il bene del Paese”. Per Emma Bonino “in Italia non c’è democrazia. C’è la democrazia reale, come altrove c’è il socialismo reale. Berlusconi è un prodotto del sistema partitocratico ed antidemocratico. Questa è una crisi di sistema, di regime”. La vicepresidente del Senato critica il governo sulla politica estera “incentrata su Russia e Libia, tralasciando l’Europa come un inutile fardello e con alleati che spargono euroscetticismo”.

Francesco Pardi: “Retorica di Berlusconi fallocratica”.
Francesco Pardi dell’Idv attacca in aula Silvio Berlusconi ad alzo zero. Lo definisce “corruttore di magistrati”, parla di “retorica fallocratica che svela impotenti libidini senili”, attacca sui rapporti con la Russia e ricorda l’omicidio della Politkovskaya. Per Pardi, Berlusconi non potrà mai essere un Presidente della Repubblica.

Francesco Rutelli: “Serve un governo di responsabilità nazionale”.
I moderati “non si riconoscono” nell’appello che il presidente del Consiglio ha lanciato in Senato. Lo dice il leader dell’Api, Francesco Rutelli, parlando con i giornalisti a palazzo Madama. Rutelli ha ribadito che “serve un governo di responsabilità nazionale per affrontare la crisi economica” e Berlusconi “non puo’ guidare questo governo. Il bipolarismo delle estreme – ha aggiunto Rutelli  ha fallito ed è per questo che riformisti e moderati non possono riconoscersi” nell’appello ai moderati del premier.

D’Alema: “Dritti dritti alle elezioni”. Letta: “Ci vuole un super-Ciampi”.
”Se il governo prende la fiducia si andrà dritti dritti alle elezioni”. Riferendosi ai deputati che cambiano casacca, D’Alema aggiunge: “E’  miope chi si illude di salvare con un voto la legislatura”. Per l’ex premier “siamo davanti ad una operazione assurda: in tempi di vera democrazia il presidente del Consiglio avrebbe preso atto della spaccatura nella maggioranza e si sarebbe dimesso; altro che votare la fiducia. In ogni caso, anche se Berlusconi si dimettesse ci sarebbe il 25% di possibilità di andare avanti”.

Della Vedova: “Il Pdl è morto”.
E’ il vicecapogruppo vicario del Fli, Benedetto Della Vedova, a rompere per primo il silenzio dei finiani dopo il discorso di Berlusconi al Senato. Sulla stessa lunchezza d’onda il deputafo fli, Benedetto Della Vedova: “E’ un discorso debole perché è autodifensivo. Il premier ha accozzato in modo un po’ burocratico tutte le cose da dire per accontentare questo e quello” .”La differenza di fondo – aggiunge – è che per Berlusconi non c’è nessun problema. Non nella maggiornaza, non nell’immagine del presidente del Consiglio, non nell’economia. Il Pdl è morto come progetto politico per tornare ad essere il partito del capo. Da parte del premier non vedo, insomma, nessuna volonta’ vera di rilancio”.