Ci sono le agenzie di rating incaricate di dare un giudizio sull’affidabilità economica di un’azienda o di Paese. Ma dei punteggi sull’affidabilità intellettiva di un’intera nazione chi se ne occupa? Da mesi all’ Italia intera viene somministrata, e non si sa con quali effetti, una dieta bulimica e straniante a base di due ragazzine scomparse.  D’accordo, il tema è drammatico, coinvolgente, e induce a una spontanea identificazione con le angosce di quegli sfortunati genitori , ma può essere, per settimane e settimane, il principale argomento di informazione e di intrattenimento di tutti i programmi televisivi?

Dopo essere stati indotti e alla fine costretti per assuefazione e dipendenza da quasi tossici a studiare minuziosamente le piantine di un garage di Avetrana, a calcolare i tempi di digestione di un cordon bleu (un hamburger? un sofficino?), a calarci nei meandri psicologici di personaggi con evidenti disturbi comportamentali, finalmente, in attesa di poter capire qualcosa sulle varie versioni della morte di Sarah fornite da un disgraziato senza bussola, sembrava arrivato il momento della pausa.

Invece non si trattava di una doverosa sosta,  bensì di una virata: dagli uliveti pugliesi siamo stati di colpo dirottati verso le vallate bergamasche. Dalle modalità dell’omicidio di Sarah siamo stati catapultati negli interrogativi sulla scomparsa di Yara, e non è un caso se i nomi delle due adolescenti durante le dirette televisive vengono confusi.

All’inizio rassegnati, poi via via sempre più partecipi, tutti coloro che non possono battersela dalla tv vengono aggrediti e resi dipendenti da una piccola orda di “esperti” implacabili nel disquisire sul fiuto dei cani utilizzati dai poliziotti che, com’è ovvio, si differenzierebbe da quello dei cani dei carabinieri, oppure nell’elencare le segrete virtù di certi macchinari inventati per scoprire le anomalie nelle gettate di cemento e quindi utili a svelare orribili scoperte. Altri si dilungano genericamente e insensatamente sulle problematiche degli adolescenti con l’aria di tenerci nascosto qualcosa di indicibile. Ci sono anche alcuni inviati specialissimi che, obnubilati dai problemi dell’audience, corrono nei bar della bergamasca a raccogliere, tra birre e grappini, dritte del tipo “so di un tizio alto che gira in auto e lancia strane occhiate alle ragazzine”.

In assenza di notizie si punta sulle emozioni. Così persino l’incolpevole “Cenerentola” viene bloccata proprio sull’happy end dall’apparizione di Vespa che ammonisce sui pericoli che insidiano l’ incolumità delle nostre bambine. Sulle diverse cornici che fanno da sfondo ai casi di Sarah e Yara si esibiscono non solo i balordi di turno, ma teste di solito pensantissime che si lanciano in graduatorie sconcertanti. Bocciati i villici pugliesi, troppo esibizionismo, troppi piercing, promossi a pieni voti invece i bergamaschi, circonfusi da discrezione e silenzi. Lodato anche dalle più alte cariche dello Stato il sindaco leghista di Brembate : aveva reagito all’arresto di un operaio marocchino, poi scagionato, con parole misurate come avrebbe fatto una qualsiasi persona normale.

Non sarà che a forza di arrovellarci a tempo pieno sui casi delle due bambine , invece di occuparci per esempio della fine che faranno i nostri Bot e Cct, stiamo tutti perdendo la testa? Non sarà proprio questo il vero giallo da risolvere?