Non so chi ci sia dietro Assange.

Non so quale fondamento abbiano le denunce contro di lui, e se fossero vere dovrebbe risponderne nei luoghi deputati.

Non so se faccia il gioco di Obama o dei suoi avversari, dei palestinesi o degli israeliani, di Putin o dell’Iran, noto che chiunque sia stato sfiorato dalle sue rivelazioni abbia subito urlato al complotto e puntato il dito contro gli avversari di turno. Assange è contestualmente bianco, è rosso, nero e verde, credente e non credente, servo di Murdoch e ispiratore della eversione internazionale.

Non so, dunque, e non sappiamo molte cose, ma sappiamo con certezza quali siano i reali capi di imputazione a suo carico.

Assange ci ha rivelato cose che forse intuivamo, ma mancava la prova provata.

Ci ha rivelato che abbiamo fatto bene a marciare contro la guerra in Iraq perché era fondata su un cumulo di bugie fabbricate in laboratorio.

Ci ha dimostrato che non abbiamo esportato i diritti sulle canne  dei fucili, bensì la corruzione e la violazione dei più elementari diritti umani.

Ci ha svelato che le cancellerie internazionali pensano di Berlusconi esattamente quello che in Italia hanno sempre pensato quelli che sono stati etichettati con disprezzo, anche in una parte del centro sinistra, come gli antiberlusconiani di professione.

La decisione di pubblicare tutto ha reso noto al mondo che una ristretta oligarchia vorrebbe decidere per tutti, senza controlli, nella più assoluta segretezza, alla faccia del diritto ad essere informata della pubblica opinione.

Comunque la si pensi, Assange e i suoi collaboratori hanno reso un servizio a tutti, ci hanno resi più informati e dunque più liberi, hanno costretto le logge ad uscire allo scoperto, hanno svelato le ipocrisie, le bugie, le trame, le violenze che avrebbero dovuto restare sepolte e ignote.

Per queste ragioni, come Articolo 21, abbiamo aderito all’appello del Fatto, e invitiamo a sottoscriverlo, farlo girare, a metterlo sui propri blog, farne una campagna internazionale e nazionale, come hanno già fatto i Verdi. “Bisogna controllare la rete, adesso organizzano anche iniziative politiche contro di me”. Più o meno così si era espresso Berlusconi puntando l’indice contro le iniziative del Popolo viola e annunciando la necessità di una stretta. Subito dopo il governo e la stessa autorità di controllo hanno cominciato a sfornare leggi e regolamenti. Le rivelazioni fornite proprio da Wikileaks ci hanno fatto capire i nomi dei mandanti e degli esecutori.

Firmare questa petizione non è solo un atto di solidarietà verso il signor Assange, ma è anche e soprattutto un atto di solidarietà verso noi stessi e e verso l’articolo 21 della Costituzione.