Bene, bravissimi, viva la Rai, viva Masi, viva gli amici di Silvio a Viale Mazzini, finalmente hanno impugnato la ramazza e hanno cominciato a ripulire le stalle e lo hanno fatto senza guardare in faccia a nessuno, senza sconti, fottendosene dei padrini, delle logge, delle cosche.

L’autore della lettera con la quale si disponeva la concessione di un milione di euro alla signora bulgara Michelle Bonev è stato individuato, il nome sarà rivelato a ore, sarà denunciato al posto di polizia della Rai e accompagnato direttamente a Regina Coeli.
Sono invece già stati consegnati ad una struttura di recupero gli autori delle spese pazze al Tg1, per un lungo periodo dovranno pulire i cessi sulle navi da crociera.

I responsabili dei Tg e delle reti che hanno negato il diritto di replica ai terremotati dell’Aquila, ai ragazzi sui tetti dell’Università, al giudice Ingroia, insultato in diretta, dal signor Dell’Utri, per fare solo qualche esempio, sono stati condannati dal Consiglio di amministrazione alla pena dei lavori forzati: dovranno passare i prossimi due anni a rispondere e a promuovere il diritto alla replica e alla rettifica anche per quelli che non fanno i ministri o non hanno sponsor potenti, tipo le gerarchie vaticane, così tanto per capire.

Naturalmente nulla di tutto questo è mai accaduto, invece i vigliacchi hanno annunciato che hanno sospeso il capostruttura Loris Mazzetti sino alla fine di gennaio. Hanno scelto Mazzetti, al quale abbiamo assegnato con grande orgoglio il premio Articolo21 per la libertà di informazione, perché non lo possono sopportare, perché era il braccio destro di Biagi, perché non è mai scappato, perché ha scritto un libro contro le logge che imperversano dentro la Rai, perché ha risposto a muso duro anche al ministro Maroni, perché non si è mai piegato alla logica del ricatto e della minaccia, perché rappresenta tutto quello che l’Italia e la Rai berlusconiana non possono sopportare: la passione per la legalità e la dignità.

Hanno sospeso Mazzetti perché non avrebbero potuto sospendere Fazio o Saviano, perché sarebbero stati travolti dalla indignazione e dalla rabbia di milioni di donne e di uomini per questa insopportabile soperchieria e porcheria.

Non contenti, a conferma che di rappresaglia si tratta, hanno anche pensato bene di sanzionare la trasmissione, il curatore, il capostruttura, perché l’ultima puntata avrebbe sforato di due minuti, lo ripetiamo anche in cifra, 2 minuti, avete capito bene, 120 secondi in più in una Rai farcita di Avetrana, di delitti, di marchette, di Dragomire, di finti plastici, di notizie non date, di pubblicità occulta. In questa Rai hanno multato Vieni Via con me, perché avrebbe sforato, procurando un danno all’immagine della azienda

Questa è la morale: chi ruba 120 secondi paga, chi regala un milione di euro alla Dragomira di turno continua a comandare.

Probabilmente siamo di fronte all’ultima raffica di viale Mazzini, prima della possibile caduta del piccolo Cesare e della sua corte, ma non per questo possiamo accettare questo insopportabile atto di prepotenza. Dobbiamo reagire in tutti i modi.

Articolo 21 non solo metterà a disposizione i suoi legali, coordinati dall’avvocato D’Amati che tante battaglie ha già vinto, ma promuove una raccolta di firme per chiedere che i censori se ne vadano e che Mazzetti e tutta la squadra siano premiati e portati ad esempio come modello di riferimento per chi ama la libertà e la qualità della programmazione.

Ci permettiamo di chiedere a tutti gli autori, i curatori, i conduttori delle trasmissioni di Raitre, Fabio Fazio lo ha già fatto in diretta, ma anche degli altri canali e anche delle altre aziende, di trovare il modo di far sentire la loro voce e di contrastare questo atto meschino e volgare, che si configura come un tentativo palese di intimidire e di imbavagliare chi non ha mai accettato di svendere l’articolo 21 della Costituzione.

Altre e più clamorose iniziative sono già in preparazione, anzi se avete suggerimenti spediteli pure qui, dobbiamo far capire ai mandanti e agli esecutori di questa nefandezza che non hanno offeso solo Mazzetti, o Fazio o Saviano, o Raitre, ma hanno oltraggiato tutti noi che abbiamo il diritto di non essere molestati continuamente dai mazzieri del conflitto di interessi.

Per queste ragioni il 15 dicembre prossimo, nel corso della assemblea nazionale di Articolo21, il tradizionale premio dedicato alla libertà di informazione sarà assegnato, tra gli altri, alla trasmissione Vieni via con me, al direttore, agli autori, ai curatori: sarà un premio collettivo e sarà anche una manifestazione di solidarietà a Loris che, lo vogliamo ricordare, la prima sospensione la subì per non aver voluto tradire Enzo Biagi e per essere sempre restato accanto a lui durante l’editto bulgaro e dopo. Non c’è niente da fare, la Bulgaria suscita sempre i peggiori istinti dei berlusconiani…

Questa storia, dunque, inizia da lontano, ma forse, diciamolo piano, presto, molto presto il capo supremo e i suoi mazzieri dovranno fare le valigie, anche da viale Mazzini… Impegniamoci tutti affinché ciò accada nel più breve tempo possibile.