Sto leggendo un libro gustoso e urticante che consiglio a tutti, specialmente ai ragazzi che si stanno ribellando alla pseudoriforma Gel-monti (Gelmini-Tremonti). Si intitola I baroni. Come e perché sono fuggito dall’università italiana (Feltrinelli, 2009) e l’ha scritto un insigne cervello in fuga, Nicola Gardini, docente di Letteratura italiana e comparata a Oxford. Anche se si presenta come un’opera di fiction, è un documento di vita vissuta, che a parte i nomi di fantasia dei personaggi rispecchia in tutto e per tutto l’esperienza dell’autore: uno studioso eccellente, Ph.D. in America, autore di saggi, poesie e romanzi, e curatore (con Anna Ravano) del Meridiano di Ted Hughes, costretto a espatriare in Inghilterra perché sgradito alle mafie accademiche nostrane. Un caso tra i tanti di fallimento del sistema di istruzione, anzi di “distruzione” pubblica nazionale. A un certo punto della vicenda, l’io narrante si candida per un posto di insegnamento a Berkeley e la sua domanda viene respinta: “Non mi presero – racconta Gardini. – Però, quella volta, non presero nessuno, perché nessuno corrispondeva a ciò che il dipartimento di Berkeley stava cercando. Proprio così. In Italia, invece, i dipartimenti creano i posti sulle persone, non viceversa. Ti prendo non perché ho bisogno di uno come te, ma perché tu hai bisogno di un posto, e io te l’ho promesso, e dandotelo faccio vedere quanto sono potente. Che importa se non hai titoli? ….Che importa se là fuori c’è gente più qualificata, molto più degna di te di ricevere un posto? Che importa se gli studenti si ritrovano costretti a seguire le lezioni di docenti ignoranti e demotivati? Che importano gli studenti? Ecco la radice di tutti i problemi: il totale disinteresse dei Baroni per l’istruzione degli studenti. L’università non è pensata come scuola, ma come tavolo da gioco”.

Forse il professore esagera un po’, forse ha il dente avvelenato con l’accademia italiana. Ma le sue parole andrebbero meditate alla luce delle proteste di questi giorni. Quanti dei docenti che sono saliti sui tetti con gli insorti avevano la coscienza davvero pulita? Quanti di loro meritano la cattedra che hanno vinto? E quanti invece sono lì grazie a qualche ope legis o a qualche intrallazzo concorsuale, quanti hanno “creato posti” su misura per protetti e portaborse? Ragazzi, la vostra battaglia contro questo ministro e il suo governo è sacrosanta, anche perché i motivi del malessere vanno molto al di là dei cancelli degli atenei, e come nel 1945 non potete fare l’esame del dna a chi sta dalla parte giusta della barricata: monarchici, comunisti, democristiani o ex-fascisti, vanno bene tutti, pur di liberare il paese dal cavaliere e dai suoi scherani. Chi vi accusa di essere “strumentalizzati dai baroni” insulta la vostra intelligenza e quella degli italiani per bene. Ma se e quando questa battaglia sarà vinta, state pronti a cominciarne un’altra, forse ancora più dura e difficile, contro certi infidi alleati di adesso.