Che sia per salvare Ruby o provare a rimediare al disastro rifiuti in Campania, ai passaggi ufficiali il premier preferisce il telefono. E così Silvio Berlusconi chiama il sindaco di Serre, comune salernitano già al centro tre anni fa delle proteste contro l’apertura di una discarica in un’area protetta del Wwf. Berlusconi ha chiesto al sindaco di tornare a scaricare nel sito di Macchia Soprana. Una proposta caldeggiata dalla Regione e anche dalla Provincia, guidata dal pidiellino Edmondo Cirielli che ha previsto, nel piano provinciale dei rifiuti, che la discarica di Serre dovrà contenere i rifiuti del Salernitano per il periodo 2011-2013. Anche in questo caso per Berlusconi la via maestra è sempre persuasione, il fascino del presidente piuttosto che l’ammissione del fallimento e il mancato miracolo.

“Una telefonata cordiale – racconta il primo cittadino Palmiro Cornetta – ma la risposta a Berlusconi è stata no. Non possiamo riaprire quella discarica, la ragione è semplice: non c’è capienza”. Berlusconi deve fare presto, in attesa che le regioni rispondano positivamente all’appello, bisogna trovare buchi. A Napoli ci sono ancora cumuli di spazzatura, 1500 tonnellate a terra, stessa situazione anche ad Avellino dove i lavoratori sono in sciopero per il rischio licenziamenti. Per affrontare l’emergenza, utile in questi giorni è stata la disponibilità della Puglia che dovrebbe raccogliere ad ore i primi carichi di spazzatura, 500 tonnellate al giorno. Intanto, non è ancora partito il progetto annunciato dal comune di Napoli, in 20 piazze della città, per separare la frazione secca ed umida, in modo da ridurre il monte rifiuti.

In questo disastro, la discarica di Macchia Soprana è una soluzione, avrebbe in teoria una disponibilità di 100 mila metri cubi. “Ho spiegato a Berlusconi che ha sbagliato i conti – prosegue Cornetta – perché bisogna rispettare il protocollo di intesa, sottoscritto nel 2007, che prevedeva 700 mila tonnellate di rifiuti, che la discarica ha già raccolto”. Le vasche dell’invaso sono quattro, due sono piene, una ospita un sito di stoccaggio sequestrato e deve essere messa in sicurezza spostando parte dei rifiuti nell’ultima vasca che quindi non può essere utilizzata. Per il sindaco Cornetta è inutile offrire soldi ai quali può anche rinunciare, Macchia Soprana non deve riaprire. “Chiariamo una cosa, Berlusconi mi ha detto che sono stati sbloccati 12 milioni di euro, ma sono sempre gli stessi soldi che ci spettavano all’atto di apertura della discarica e per la precisione i milioni, allora previsti, erano quindici”. Il sindaco chiede la bonifica dell’area, come previsto dal Protocollo di intesa firmato con il commissariato di governo. La procura di Salerno ha aperto un’indagine dopo la denuncia, documentata da foto e video, di alcuni cittadini. Una tubatura proveniente dalla discarica di Macchia Soprana scaricherebbe percolato direttamente nel fiume Sele. L’area, già un mese fa, era stato oggetto di verifiche, ma non era emersa alcuna anomalia.

“Mi chiedo quali controlli abbia effettuato l’Arpac in questa zona, diciamo che è stata latitante, siamo a rischio disastro ambientale e vogliono portare altri rifiuti. Come comune – conclude il sindaco – abbiamo istituito una commissione di studio sulla discarica per la valutazione di impatto ambientale, per il rischio idrogeologico e agronomico”.

Sulla situazione rifiuti, duro il giudizio delle associazioni ambientaliste. Legambiente parla di un gioco delle tre carte da parte del presidente del consiglio: “L’unico numero esatto – denuncia l’associazione del cigno – è questo: sono ben 193 mesi che i rifiuti sono stanziali per le strade della Regione”. Ma Berlusconi continua a telefonare e promettere: “A breve Napoli tornerà al suo splendore”.

di Nello Trocchia