L’Inghilterra è sull’orlo di uno psicodramma collettivo. Ieri la Fifa a Zurigo ha assegnato la Coppa del Mondo di calcio 2018 alla Russia di Vladimir Putin. Per colmo di ironia, tutto questo è avvenuto nelle stesse ore in cui le rivelazioni di WikiLeaks pubblicate dal Guardian puntavano dritto sulla stato-mafia del leader russo, senza dimenticare poi nel pomeriggio altre notizie che ci toccano da vicino sulle connessioni tra il leader russo ex Kgb e il nostro Presidente del Consiglio.

Nelle ore precedenti al verdetto della Fifa si erano rincorsi pronostici contrastanti, alcuni dei quali decisamente in favore di Londra. Putin aveva annunciato che non sarebbe volato a Zurigo, segno interpretato come indice di insicurezza della vittoria. A dar man forte alle aspirazioni inglesi, da Londra erano arrivati in Svizzera “i tre leoni”: il premier David Cameron, il principe William e David Beckham. Una delegazione di alto profilo, che indica quanto l’Inghilterra ci credesse.

Cosa esattamente sia successo poi nel pomeriggio di ieri, solo gli insider ce lo possono spiegare. Solo due voti sui 22 del comitato esecutivo della Fifa significa semplicemente una umiliazione. Hanno influito le inchieste giornalistiche del Sunday Times, come anche quella del programma della BBC Panorama, che ha ricordato le accuse di corruzione verso tre membri del Comitato esecutivo, rei di aver ricevuto complessivamente circa 100 milioni di dollari in mazzette da una ditta di forniture sportive, la svizzera Isl? Possibile, anche se è triste pensare che i giornalisti non debbano fare il loro mestiere per motivi vuoi di strategia politica internazionale, vuoi di diplomazia calcistica.

“Svanisce il sogno” ribatteva la prima pagina già nel tardo pomeriggio di ieri l’Evening Standard di Londra. “Inghilterra umiliata” titola oggi il Telegraph. Sarcastica la copertina dell’Independent, che taglia orizzontalmente la pagina, posizionando in alto Joseph Blatter – l’ Onnipotente del calcio, oggi il grande accusato dalla stampa inglese – e in basso il premier russo in classica posa da Rambo, a evocare retroscena non esattamente puliti. Ipotizzando i quali ci vanno poi giù pesanti i tabloid, dal Daily Mail al Sun, che ricordano come la stampa russa avesse misteriosamente anticipato in mattinata quei risultati che sarebbero arrivati dalla Svizzera solo nel tardo pomeriggio.

Un duro colpo per il pallone, religione nazionale almeno quanto in Italia, già provata dalla pesante sconfitta della squadra di Capello ai mondiali in Sudafrica. Una brutta figura anche per i politici, dal premier al sindaco della capitale, Boris Johnson, che si erano impegnati in prima persona. Ed un boccone amaro nel veder trionfare la Russia, a proposito della quale l’inserto sportivo del Guardian non lesina di riportare un dato. Il Paese di Putin è al 140° posto per la libertà di stampa – ultimo tra quelli in gara a Zurigo per ospitare i mondiali – nell’indice stilato da Reporters senza Frontiere. E meno male che l’Italia a Zurigo non c’era…