E’ stata depositata alla Camera la mozione di sfiducia al governo del Terzo polo, composto da Futuro e libertà, Udc e Api: le firme, come annunciato, sono 85. Nel testo si parla di auspicio per “una nuova fase politica della legislatura ispirata al senso di responsabilità nazionale e istituzionale”. Nel documento si prende atto della “inadeguatezza” del governo Berlusconi rispetto alla crisi in una “delicata situazione internazionale” e si propone un governo “solido e sicuro”, che faccia una nuova legge elettorale “per restituire ai cittadini la scelta degli eletti” e che sia “capace di prendere le misure adeguate per evitare il declino del Paese e garantire il suo futuro civile ed economico”.

Dopo la presa di posizione di Silvio Berlusconi che questa mattina da Soci, in Russia, ha parlato del Terzo polo come di “una bufala”, arriva la risposta del capogruppo di Fli alla Camera Italo Bocchino: ”Il deposito di 85 firme sotto la nostra mozione, che si aggiungono ai 230 voti per la sfiducia di Pd-Idv e a quelli dei due deputati Beppe Giulietti e Roberto Nicco, rende evidente che ci sono 317 voti per chiudere questa esperienza di governo. Non è una bufala, è la realtà dei numeri, che per loro natura sono testardi ed incomprimibili e che nella democrazia parlamentare decidono le sorti di un governo”.

Poco prima è arrivato anche un duro attacco del presidente della Camera Gianfranco Fini: ”Credo che il Parlamento tra qualche giorno testimonierà quello che tutti sanno, e cioè che il governo non c’è più o non è in grado di governare”. Il leader di Futuro e libertà ha però precisato: “Il mio auspicio è che la legislatura vada avanti e io quindi continuerò a fare il presidente della Camera”. Per Fini è necessario in vista di un nuovo governo “guardare in Parlamento a tutte le forze responsabili”, a partire “da chi ha vinto le elezioni”. Il presidente della Camera ha detto che, in un momento come questo, il governo dovrebbe dare maggior credito all’opposizione, anche se “è ridicolo dire che il terzo polo è alleato con la sinistra”. Ma su alcune sfide epocali, ha aggiunto, “il nostro è l’unico governo che non cerca mai un colloquio e un contatto con l’opposizione. Nella nuova agenda economica che mi auguro venga scritta presto – ha proseguito – bisogna indicare le priorità. E’ compito della politica sceglierle. Continuare a dire che è sempre colpa degli altri non rende credibile il sistema italiano”.

Poi la sfida, non solo per un nuovo governo, ma anche per un eventuale consultazione elettorale. Gianfranco Fini dice di non avere paura del responso delle urne: “Se avessi avuto timori – ha concluso – sarei stato più tranquillo. In ogni caso, come è sbagliato far finta di nulla, è anche autolesionistico andare al voto”.