Ci risiamo. Le autoblu pagate dai contribuenti diventano taxi gratuiti per gli scopi privati dei politici. E stavolta tocca alla Provincia di Palermo. È quanto denuncia un’inchiesta del mensile S che nel numero di dicembre pubblica alcuni fogli di marcia relativi alle circa venti autovetture in servizio a Palazzo Comitini. Un parcoauto che grava sul bilancio per circa 630 mila euro l’anno, più i compensi e le indennità per i 39 autisti.

Dai documenti si vede come Giuseppe Di Maggio, assessore alla Pubblica istruzione in quota Pdl, e Vito Di Marco, assessore alle Politiche dell’Ambiente in quota Udc, in un mese abbiano percorso oltre 4 mila chilometri a testa sulle autoblu. Mentre il segretario generale Salvatore Currao il 7 maggio si è recato dal dentista, certo non un appuntamento istituzionale. Ma a sentire le voci di Palazzo non mancano “strappi” dal parrucchiere piuttosto che al supermercato per la spesa.  Dai confronti dei rapporti di viaggio, emerge come sia diventata prassi da parte dei rappresentanti eletti, utilizzare le autoblu come un servizio navetta dal proprio domicilio a Palazzo. Pratica non consentita dal regolamento.

Sentito da Il Fatto, Salvatore Currao si difende così: “Quel 7 maggio avevo in agenda due incontri istituzionali con i capigruppo e con i sindaci della Provincia. Avendo un ascesso avrei potuto rinviarli, ho invece preferito farmi prescrivere un analgesico facendo una sosta dal dentista e andare egualmente al lavoro. Oppure sarei dovuto tornare indietro, prendere l’auto personale, andare dal dentista e infine in ufficio? Non siamo ipocriti. Piuttosto sarebbe interessante capire perché sono stati consegnati alla stampa quei fogli di marcia”.

Già, Currao parla di un caso montato come ritorsione al programma della Provincia di ridurre proprio la spesa per le autoblu. “Nel 2011, seguendo una direttiva del presidente della Provincia regionale di Palermo, ridurremo del 20% questa voce di spesa, tagliando anche il numero di autovetture in servizio. Molti autisti saranno destinati ad altre mansioni e dovranno rinunciare all’indennità. Già lo scorso maggio abbiamo avuto uno scontro molto forte con i sindacati perché volevamo rivedere gli orari e le turnazioni degli autisti”.

Una tesi che non convince Sergio Lima, coordinatore provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà che attacca: “Mentre le casse provinciali sono vuote e non un centesimo viene investito nell’edilizia scolastica o per garantire il diritto allo studio, dobbiamo assistere a questo ennesimo spreco del denaro pubblico. Su questi fatti è auspicabile l’intervento della magistratura, con un’inchiesta tesa a stabilire se sussistano reati e in caso quantificare il danno economico a spese della collettività, come è avvenuto per il sindaco di Messina Buzzanca, poi condannato per peculato”.

di Michele de Gennaro

da Il Fatto quotidiano dell’1 dicembre 2010