Tra i documenti resi pubblici da Wikileaks, oltre a quelli sul ministro degli esteri Franco Frattini, ce ne sono altri, compilati ancora da Elizabeth Dibble (l’incaricato d’affari all’ambasciata Usa a Roma, che ha definito Berlusconi “irresponsabile, vanitoso e inefficace come moderno leader europeo”) il 12 gennaio 2010. Si tratta di 13 note (una quattordicesima non è stata autorizzata), tutte dedicate a incontri avuti ai primi di quel mese da Richard Kessler, importantissimo capo dello staff della House Foreign Affairs Committee (HCFA), ovvero la Commissione Esteri della House of Representatives (in pratica la Camera dei deputati americana), corrispondente alla nostra Commissione esteri della Camera. A differenza delle relazioni su Frattini, tutte segretissime e stilate dall’ambasciatore Alexander Vershbow, quelle di Miss Dibble non hanno lo stampino”SECRET/NFORN”, ma solo di “CONFIDENTIAL” (confidenziale).

1. “Il direttore dello staff della House Foreign Affairs Committee (HCFA), dr.Richard Kessler, e membri dello Staff dell’HCFA hanno sondato dirigenti del ministero degli Esteri e della società energetica parastatale Eni sulle intenzioni dell’Italia in materia di sanzioni contro l’Iran e sulle prospettive di un’azione multilaterale effettiva per contenere il programma nucleare iraniano. Dirigenti del Partito Democratico (Pd), partito all’opposizione, hanno discusso di Iran, ruolo dell’Italia in Afghanistan, Middle East Peace Process (MEPP, il processo di pace nel Medio Oriente), Iraq e non proliferazione con il delegato dello staff (Kessler, ndr)”.

“IL PARTITO DEL CENTROSINISTRA PD RENDE NOTE LE SUE POSIZIONI IN POLITICA ESTERA”

9. (C). Il capo del Dipartimento di Politica Estera del PD Piero Fassino ha detto al delegato dello staff che il Pd appoggia le iniziative del presidente Obama per il dialogo e per la promozione di rapporti amichevoli con il mondo islamico, ma è molto preoccupato per il Processo di pace nel medio Oriente (MEPP), che è bloccato, e per la nuova ‘ondata di terrore’ in Afghanistan. Quanto all’Iran, il Pd punta su una soluzione negoziata, ma Fassino metteva in questione se l’attuale leadership si trova nella posizione per negoziare in modo credibile. Suggeriva che potesse essere utile cambiare l’ordine delle priorità in Iran: più flessibili sulla questione nucleare, ma più duri sui diritti umani. Secondo Fassino , il più grande rischio della proliferazione nucleare è che governi irresponsabili come quello iraniano potrebbero avere accesso ad armi nucleari. Ha aggiunto che il Pd valutava che c’era poco da temere con nazioni che già possiedono armi nucleari come India, Gran Bretagna e Francia. Chiedeva se un governo democratico in Iran non potrebbe avere un diverso atteggiamento sul programma nucleare.

10 (C). “Fassino ha detto che il Pd appoggia l’incremento degli aiuti (militari) per l’Afghanistan, ma ha sottolineato che il rafforzamento delle istituzioni civili e delle istituzioni governative e lo sviluppo economico sono altrettanto importanti.

Sulla MEPP, il processo di pace nel Medio Oriente, Fassino definiva la proposta di Nethanyahu di congelare per dieci mesi gli insediamenti ‘una piccola finestra di opportunità’, ma poneva in dubbio se fosse abbastanza, dato il rifiuto di Israele di discutere lo (status) di Gerusalemme. Quanto all’Iraq, Fassino ha affermato che il processo di stabilizzazione deve essere sostenuto; non c’era alternativa”.