E’ preoccupato Franco Frattini, e neanche le risate del capo-tribù riescono a confortarlo. Frattini è angustiato, sì, perchè Wikileaks (i cui collaboratori dubito abbiano la tessera dell’Italia dei Valori) ha anticipato il voto del 14 dicembre e non ha concesso la fiducia a Silvio Berlusconi e al suo (non)governo. Ancor prima che il noto sito dedito a “fughe di notizie” rendesse note le informazioni riservate sul nostro “bel paese”, Frattini metteva le mani avanti e si lanciava in un vortice di dichiarazioni di chiaro stampo elettorale: “Ci vogliono male, ci vogliono distruggere, è tutto inventato!”, con l’atteggiamento del bambino colto con le mani nella marmellata che tenta di salvare il salvabile. Frattini ha persino chiesto all’opposizione di non commentare quanto sarebbe venuto fuori dagli archivi di Wikileaks, e il Partito Democratico ha subito piegato il capo. “Si, sarà fatto”. E così stanno facendo gli esponenti del maggiore partito di opposizione. Silenti, come ombre. Viene da pensare che anche loro abbiano qualcosa da temere, qualche scheletro nell’armadio che potrebbe essere tirato fuori da Wikileaks.

Il non-governo temeva di dover affrontare i rapporti del premier, a proposito della marmellata di cui sopra, con i suoi due compagni di merende: il primo ministro russo Vladimir Putin e il dittatore libico Muammar Gheddafi. E soprattutto temeva si scoprisse cosa pensano le istituzioni estere di Berlusconi. Così è, perchè secondo Wikileaks, realtà che conferma la potenza e l’incontrollabilità dell’informazione sul web, Berlusconi sarebbe il portavoce in Europa di Putin, capo di governo dello Stato definito “della mafia” (e alcune istituzioni italiane, in merito a questo, potrebbero sentirsi declassate!). Tutto questo in cambio di costosi regali (ma non credo si tratti del famigerato lettone) e di contratti energetici redditizi. E soprattutto, il capo-tribù sarebbe inetto, incapace e dedito ai festini (e in merito a questo la D’Addario o la non-nipote di Mubarak, della quale pare non ci siano tracce nei documenti di Wikileaks, potrebbero renderci edotti). Questo è quanto ci anticipano gli inguaribili comunisti del New York Times, di Der Spiegel, del Guardian, di El País.

Insomma, la diplomazia americana dà ragione a molti di noi, che da mesi sostengono che non esiste nessun governo, che c’è solo un uomo malato e bisognoso di assistenza. E il Pd pare pronto a fare da badante istituzionale!

“Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, secondo quanto si è appreso da fonti autorevoli, quando gli è stato riferito il contenuto delle rivelazioni diffuse dal sito di Wikileaks sull’Italia, si è fatto una risata”, riferisce l’Ansa. Secondo il titolare degli Esteri, invece, saremmo “di fronte all’undici settembre della diplomazia mondiale”. Già, perchè Frattini non può sopportare l’idea che oggi il potere non riesca a “dosare” le notizie da far uscire, non può sopportare che ai potenti del mondo sia negata l’opportunità di concedere ai posteri soltanto quello che piace loro.

Il ministro si dice preoccupato per le conseguenze che l’Italia potrebbe subire, per la sua “reputazione”. Ma non deve temere: l’Italia è già stata abbondantemente sputtanata dal capo tribù del bunga bunga e del ghe pensi mi, con buona pace di parte dell’opposizione. Berlusconi ha già ridicolizzato il nostro Paese, ben prima della diffusione dei documenti di Wikileaks, e la situazione, a livello di immagine, non può certo peggiorare.

Mentre aspettiamo che Feltri, Sallusti, Belpietro e tutti gli altri “grandi cronisti” del belpaese si mobilitino e mettano in moto la cosiddetta macchina del fango nei confronti di Julian Assange, principale promotore di Wikileaks e già destinatario di un mandato d’arresto internazionale per un’accusa di violenza sessuale che sembrerebbe montata ad arte o comunque ad orologeria, io dico che il popolo italiano non è interessato alle risate del capo-tribù, ma al futuro dei propri figli. E che oggi, mentre i Fede e i Minzolini tenteranno ancora di derubricare gli scandali che nell’ultimo anno e mezzo hanno visto B. protagonista a gossip o a violazione della privacy, la comunità internazionale ha gli occhi puntati su di noi e gli italiani non ne possono più: perchè Wikileaks, con una prima superficiale lettura dei documenti (che sicuramente sveleranno molto altro, dato che 3012 dispacci della diplomazia Usa non possono ridursi a questo), ci ha raccontato il Berlusconi che tutti i cittadini informati conoscono già, il Berlusconi che i media di regime non vogliono presentare ai teledipendenti. Quel Berlusconi che ha un peso, eccome, sull’immagine dell’Italia nel mondo. Il punto, caro Silvio, è proprio questo: il mondo, è certificato, ti ritiene un incapace, e l’Italia vuole le elezioni checchè ne dica la tua badante.