Il primo dispiacere per l’Italia dai documenti di Wikileaks ha per “vittima” proprio il “gallo che ha cantato per primo”, temendo catastrofiche conseguenze proprio dalla pubblicazione di quei file: ovvero, il ministro degli Esteri Franco Frattini che nel database pubblicato dal “Guardian” alle 19,13 di oggi, è citato in merito ad un suo incontro con il segretario alla Difesa Usa Robert Gates. Il meeting ha avuto luogo a Roma, l’8 febbraio 2010, mentre il rapporto è stato stilato quattro giorni dopo, alle 13,18 del 12 febbraio, con la dicitura “S/NF”, che significa “SECRET NO FORN” (Secret No Foreigners): un rapporto vietato ai non americani, insomma che ha per destinatari solo “occhi Usa”.

“Quanto all’Afghanistan, Frattini era impaziente di andare oltre la conferenza di Londra e lavorare per produrre risultati pratici per il popolo afghano. Ha proposto un maggiore coordinamento ai livelli più elevati della Nato, puntando su una prospettiva di collaborazione basata su iniziative locali lungo il confine Afghanistan-Iran. Il segretario alla Difesa (Gates, ndr) ha ringraziato Frattini per l’impegno dell’Italia con (l’invio di) più soldati da impiegare in operazioni in Afghanistan e ha indicato dove esistono ‘buchi” nella cooperazione civile e militare. Frattini pensava che la comunità internazionale si stesse allineando contro l’Iran e sollecitava maggior coordinamento con i paesi esterni al P5-plus-1 (così nel testo, ndr). Il segretario alla Difesa ha messo in guardia (Frattini) che un Iran nucleare comporterebbe una maggior proliferazione in Medio Oriente, guerra, o tutt’e due. Il segretario alla Difesa era d’accordo con Frattini: una conferenza delle Nazioni Unite centrata sulle sfide in materia di sicurezza nel Corno d’Africa era una buona idea”.

2.(S/NF). Frattini esordiva dicendo al segretario alla Difesa che gli Usa possono contare sul pieno sostegno dell’Italia per quanto riguarda Afghanistan, Iran e lotta al terrorismo. Aveva di recente parlato con il generale Jones e il segretario Clinton (Hillary, ndr) e aveva comunicato (loro) il medesimo messaggio. Esprimeva il desiderio di concentrarsi su un approccio completo in modo tale da migliorare la vita quotidiana degli afghani. Sosteneva la necessità di premere su Karzai perché desse una sistemata, migliorandola, alla sua governance, altrimenti (Karzai) avrebbe corso il rischio di perdere gli aiuti che i Parlamenti che fanno parte della coalizione danno alla missione (in Afghanistan, ndr).

Frattini, facendo riferimento alla conferenza di Londra, voleva andare oltre la semplice discussione e metteva l’accento su progetti italiani per convertire la coltivazione dei papaveri in produzione di olio d’oliva e per creare una scuola superiore nazionale di amministrazione pubblica.

3. (S/NF). Il segretario alla Difesa lodava gli sforzi di Roma per aumentare il contributo italiano, chiedendo se un maggior numero di carabinieri fosse disponibile per l’addestramento delle forze di sicurezza afghane. Osservava che il risalto dato dal generale Mc Crystal al tema della protezione dei civili afghani ha cambiato l’atteggiamento tra gli alleati. Il segretario alla Difesa ha detto che vuole spingere per un approccio completo, facendo osservare che c’è bisogno di condividere effettivamente le informazioni tra tutti i partecipanti.

Ha detto di sperare che il nuovo il Rappresentante Civile di grado più elevato della Nato, l’ambasciatore Mark Sedwill, possa facilitare l’operazione…

4. (S/NF). Frattini concordava che l’integrazione civile-militare è la parte più debole della strategia afghana. Ha sottolineato quanto sia frustrante che i ministri degli Esteri della Nato discutano soltanto di questioni riguardanti l’agricoltura e la difesa mentre i ministri della Difesa discutano solo di sicurezza. Il problema, suggeriva Frattini, è che essi non devono parlare l’uno con l’altro. Ha proposto di organizzare meeting congiunti di ministri degli Esteri e della Difesa, partendo da colloqui a livello di esperti….

6. (S/NF). Frattini appoggiava le recenti dichiarazioni del segretario alla Difesa sulle pressioni da esercitare sull’Iran. Ha dichiarato che Ahmadinejad non è affidabile, specialmente dopo aver smentito dichiarazioni più costruttive del suo stesso governo. Frattini, citando una sua recente conversazione con il ministro degli Esteri russo Lavrov, ha detto che la Russia sarebbe a favore di sanzioni. La sfida era imbarcare la Cina; Cina e India, secondo Frattini, avevano espresso critiche sull’adozione di misure che influirebbero sul governo senza far del male sulla società civile iraniana. Ha proposto specificamente di includere Arabia Saudita, Turchia, Brasile, Venezuela ed Egitto nella conversazione…

7. (S/NF). Il segretario alla Difesa ha messo in rilievo che una risoluzione dell’UNSC (United Nations Security Council) è importante perché darebbe all’Unione europea e alle nazioni una piattaforma legale su cui (basarsi per) imporre sanzioni ancora più dure contro l’Iran.

Il segretario alla Difesa ha avvertito che si richiede un’azione urgente. Se non si fanno passi avanti nei prossimi pochi mesi, c’è il rischio di una proliferazione nucleare nel Medio Oriente, di una guerra provocata da un attacco di Israele, o tutt’e due.

Il segretario alla Difesa ha predetto che vi sarà un “mondo diverso” in 4-5 anni se l’Iran dovesse sviluppare armi nucleari. Il segretario alla Difesa ha dichiarato che recentemente ha inviato lo stesso avvertimento al Primo ministro (turco) Erdogan e si è detto d’accordo con il giudizio di Frattini su Arabia saudita e Cina che l’Arabia Saudita è più importante per Pechino e Mosca dell’Iran.

8.(S/NF). Il segretario alla Difesa ha sollecitato Frattini nel riconsiderare una visita programmata da parte di un autorevole parlamentare iraniano in seguito alle recenti esecuzioni di studenti oppositori del governo. Al tempo stesso avevamo bisogno di assicurare che non screditavamo l’opposizione dando l’impressione che essi sono degli strumenti di partner stranieri…