La piazza c’è ed è tutta per lei. Susanna Camusso, la neosegretaria della Cgil, in carica da tre settimane, compare sul palco di San Giovanni, a Roma per il suo discorso e la folla la accoglie con un grande applauso. Non delude le aspettative della piazza e tira subito in ballo i punti chiave della protesta: “Rimettere al centro il lavoro, i suoi diritti e la contrattazione; guardare al futuro del Paese e dei giovani”.

I giovani, proprio quelli a cui oggi, più di tutti, il sindacato di Corso Italia vuole parlare, come recita lo slogan ufficiale della manifestazione: “Il futuro è dei giovani e del lavoro”. Camusso comincia il suo primo discorso parlando del collegato sul lavoro: “Il cosiddetto ddl collegato sul lavoro è una legge crudele e ingiusta, che il Parlamento ha fatto male ad approvare”. Gran parte del discorso è dedicato alla scuola: “Quando la ministra dice ai ragazzi che manifestano “che stanno con i baroni”, bisognerebbe spiegarle quanto lungo è il precariato di chi fa il percorso in università”.

Poi si rivolge direttamente al ministro Gelmini: “Le fa effetto vedere gli studenti con la Cgil? Ma il ministro forse non sa come è fatto questo Paese. Non sa che dietro agli studenti ci sono famiglie e un paese che li difende”. Proprio questa mattina, da Milano, Mariastella Gelmini aveva criticato il connubio studenti – pensionati: “Vedere i giovani manifestare a fianco dei pensionati mi fa uno strano effetto, come quando vedo gli studenti, i professori e i baroni manifestare dalla stessa parte – ha affermato il ministro in un convegno a Milano – E’ un paradosso, sappiamo che l’università è composta anche da manifestanti, ma vorrei ricordare che sono molti di più i ragazzi che intendono studiare e che regolarmente si recano negli atenei a sostenere gli esami e vogliono un’università del merito, che spenda bene i soldi dei contribuenti, e dove l’autonomia venga coniugata con la responsabilita’ delle scelte”.

Susanna Camusso, dal palco di San Giovanni, le ha risposto e ha rilanciato: “Il ministro Gelmini la smetta di fare appelli su Youtube, vada in Parlamento, dica che ritira il ddl e apra un tavolo di confronto. Solo così si costruisce una vera riforma dell’università. Aver tolto “pubblica” dal nome del suo ministero non la autorizza a privatizzare la scuola e a finanziare quella privata. La scuola deve tornare ad essere pubblica, nazionale, laica“.

E allora il nuovo segretario rilancia sui giovani e parla di debito del futuro: “Se le cose non cambieranno, si costruirà la certezza per i ragazzi e le ragazze di questo Paese di non avere una pensione dignitosa”. Una situazione per la quale è inutile appellarsi all’idea delle pensioni integrative, quanto piuttosto a quella, ha proseguito la sindacalista, di un sistema equo. La mancanza di un cambiamento significherebbe rendere necessaria la costruzione di un gigantesco programma di assistenza sociale. Si sta costruendo un debito per quella che sarà la condizione futura dei giovani nel nostro paese”.

E con una lista in stile “vieni via con me” (il programma di Fazio e Saviano), il segretario della Cgil elenca tutti i valori della legalità che vede sempre più instabile in Italia, dalla lotta al caporalato alle forme di schiavismo che lasciano spazio al lavoro nero. “Difendere la civiltà di un Paese vuol dire riportare al centro dell’agenda politica i veri problemi dei lavoratori ed il diritto ad una esistenza dignitosa”. Nel lungo elenco in difesa della legalità anche i luoghi della protesta le torri, i tetti, le università che accolgono il malessere di un’intera nazione.

Nei trenta minuti in cui occupa il palco, il nuovo stile Camusso viene fuori anche quando si tira in ballo la situazione della Fiat di cui il segretario chiede di conoscere il futuro, “con un governo che strizza sempre più spesso l’occhio all’America. Non si può arrivare a scatenare una guerra tra poveri, i lavoratori hanno tutti diritto ad un futuro che ora non vedono e ad una pensione che diventa ogni giorno di più irraggiungibile”.

Attacchi anche al governo che la Camusso accusa di indebolire ancora di più il Paese con i teatrini della politica che non danno risposte e chiudono i cancelli del lavoro illudendo il sud con un piano senza spiegazioni: “I 75 miliardi del giorno prima sono diventati 100 durante la presentazione del piano per il mezzogiorno. Ma il governo non ha ancora spiegato come li vuole attivare”.

Chiudendo il comizio a piazza San Giovanni, Susanna Camusso risponde alle richieste di sciopero generale arrivate in questi giorni dalla Fiom e dalla minoranza del sindacato: “Abbiamo scioperato e continueremo a scioperare”. Un richiesta, quella sullo sciopero generale, ribadita anche da un maxi striscione che campeggia sotto il palco, tenuto in alto da alcuni lavoratori: ‘Lavoro, salario, contratti, diritti: sciopero generale di 8 ore’.

di Luigina D’Emilio