A fianco di Susanna Camusso e del popolo della Cgil si schiera tutto il centro sinistra. “La Cgil deve essere il punto di riferimento per l’iniziativa di studenti e lavoratori contro il Governo, a partire dallo sciopero generale”. Parole di Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista-Federazione della sinistra, che parla da piazza della Repubblica dove si sono radunati i manifestanti che tra breve cominceranno a muoversi in corteo verso via Cavour per arrivare a piazza poi san Giovanni. “Siamo nel pieno di una ripresa fortissima della mobilitazione sociale, operaia e studentesca. La Cgil – continua Ferrero – deve svolgere un grande ruolo, che è quello di diventare il punto di riferimento di queste lotte. Oggi deve lanciare lo sciopero generale, la costruzione di un movimento per difendere il lavoro e i giovani da questo governo e da questa Confindustria che scaricano i costi della crisi tutti sugli strati più deboli”.

Tra la folla formata di precari, pensionati, studenti e operai c’è chi grida: “Elezioni subito e stop alla crisi che ci strangola”. E la crisi è il concetto ripetuto anche dal leader dell’Idv, Antonio Di Pietro: “Siamo scesi con il sindacato in strada per esprimere vicinanza ai lavoratori – dichiara il deputato – e ai pensionati colpiti duramente dalla crisi. Berlusconi – aggiunge – ha avallato la precarietà che sta distruggendo il futuro di due milioni di giovani, ricercatori, precari della scuola e lavoratori. Sono in pericolo l’economia e la democrazia del Paese: per questo motivo, il governo deve andare a casa il prima possibile”.

Nichi Vendola, di Sel e presidente della Regione Puglia, accolto tra gli applausi e al coro di “Bella ciao” da un gruppetto di ragazzi fa riferimento alle proteste ‘alternative’ di questo periodo: “L’Italia migliore – dice – è quella che sta sui tetti, fatta di ricercatori e operai a difesa dei loro diritti, quella peggiore è barricata nel palazzo, perché teme di essere cacciata”.

Da piazzale dei Partigiani, zona di raduno del secondo corteo dei manifestanti, il segretario del Pd Pierluigi Bersani, afferma: “Condivido le preoccupazioni del presidente Napolitano ma è evidente che la crisi politica c’è ormai da sette o otto mesi. Questo governo porta all’instabilità e all’incertezza, noi vogliamo un governo metta in campo un po’ di riforme. E’ soltanto questo che può dare un po’ di sicurezza alla prospettiva, se va avanti così l’incertezza può solo aumentare”.

E cominciano ad arrivare le prime reazioni del centrodestra alla grande manifestazione del sindacato: ”Francamente vedere gli studenti e i giovani manifestare a fianco dei pensionati mi fa uno strano effetto”, così il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, uno dei ‘bersagli’ di chi è oggi in piazza, commenta la mobilitazione Cgil di Roma. E torna su quanto espresso in questi giorni sulle proteste degli studenti e da più parti definito provocatorio, “è un pò come quando – spiega – vedo gli studenti, i professori e i baroni manifestare dalla stessa parte. E’ un paradosso ma sappiamo che l’università è composta anche da manifestanti”, e aggiunge, “vorrei, però, ricordare che sono molti di più i ragazzi che intendono studiare, che regolarmente si recano negli atenei a sostenere gli esami e che vogliono l’università del merito, che spenda bene i soldi dei contribuenti e dove l’autonomia venga coniugata con la responsabilità nelle scelte”. Il presidente dle gruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, se la prende invece con il Pd: “Al Partito democratico ormai non resta che copiare ed appropriarsi delle idee degli altri. Ieri saliva sui tetti cercando consensi presso gli studenti, oggi – continua – scende in piazza con la Cgil. E’ evidente che non sanno neanche loro dove andare. Sono una contraddizione e vanno solo al rimorchio degli altri”.