Il ministro Tremonti, meritoriamente, ha scritto al Fatto per manifestare la sua indignazione per il taglio dei fondi destinati alle onlus e al volontariato, anzi si è detto disponibile a reintegrare il fondo. Bene, benissimo, solo che il ministro ha voluto spingersi oltre, come sempre ha voluto strafare, e ha fatto finta di aver dovuto subire l’emendamento: “perché volevano dare i soldi ai giornali e alle emittenti”. Perchè non si è opposto, perché non ha fatto sentire la sua voce, come ha fatto in altre occasioni? Tremonti sa benissimo che la copertura di ciascun emendamento deve essere valutata dal ministero e che nessuno gli ha suggerito di tagliare quel fondo.

In ogni caso dal momento che il ministro Tremonti condivide la campagna del Fatto ed è sensibile alla giusta protesta di centinaia di associazioni italiane, prendiamolo in parola e proviamo a suggerirgli alcuni possibili interventi che potrebbero essere approvati dal Senato.

Per coprire quel fondo, in modo assoluto, basterà bloccare il finanziamento previsto per il cacciabombardiere denominato “Squalo nero”, una decisione che, giustamente, è stata ed è fortemente contrastata non solo dalla Tavola della Pace, ma anche da quasi tutte le associazioni impegnate nel volontariato. Condivide questa proposta il ministro Tremonti?

Se non dovesse condividerla si potrebbe approvare un emendamento teso ad adeguare le tasse di concessione per l’etere a carico dei grandi gruppi televisivi, esattamente come accade negli altri paesi europei. Per quale ragione non si può introdurre una tassa di scopo a carico dei grandi gruppi ed in particolare di chi in questi decenni ha sfruttato conflitti di interessi e condoni per accumulare profitti da record? Provi il ministro Tremonti a chiedere al suo presidente il via libera a questa proposta. E poi ci faccia sapere.

Dal momento, infine, che il ministro delle forbici ha scoperto le Onlus ci attendiamo che voglia finalmente siglare lo stanziamento già previsto di 30 milioni di euro destinato al fondo per le tariffe postali, fondo che è stato azzerato in seguito alla eliminazione delle tariffe agevolate che venivano garantite alla editoria e in particolare al settore del no profit e del volontariato.

Quella decisione, deliberata dal Parlamento e condivisa dal governo, giace dormiente sul suo tavolo da mesi e mesi. Perchè non è stata sbloccata, perché manca la firma finale?

Siamo pronti ad una comune battaglia persino con Tremonti per ripristinare i fondi destinati alle Onlus, ma ci avrebbe fatto tanto piacere che il ministro avesse fatto sentire la sua voce non solo per i fondi destinati all’editoria e alle emittenti di informazioni, le poche sopravvissute, ma anche quando lui e i suoi amici diedero il via libera al condono tombale per la Mondatori, al trasferimento di risorse da Sky a Mediaset, e magari anche quando il piccolo Cesare chiese agli amici imprenditori di boicottare i giornali non graditi al presidente editore.

In quei giorni il superministro aveva perso forse la voce, ora che l’ha ritrovata ci dia una mano a contrastare i conflitti di interesse e a ripristinare il fondo del 5 per mille. O no?