Mi scrive, dal Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia, il prof. Franco Labella che lamenta un’altra trovata del ministro Mariastella Gelmini, quella relativa alla scelta degli strumenti per integrare la preparazione dei docenti che dovranno insegnare Cittadinanza e Costituzione, la ‘disciplina’ dapprima pubblicizzata come materia a sé (quasi una novità) e poi inserita nel corso di Storia o meglio nelle cosiddette aree (storico-geografica nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado, storico-geografica e storico-sociale nella scuola secondaria superiore).

Ricordo che non si è trattato di una novità ma – per gli istituti superiori – di una toppa messa sul buco prodotto dal taglio della materia Diritto ed Economia, un frutto della ‘riforma’ che, per ridurre personale, ha prodotto una lacuna incolmabile nella preparazione degli studenti sottraendo strumenti preziosi per esercitare il loro senso critico ma anche strumenti utili a fini professionali anzi, direi quasi di ‘autodifesa’ nel mondo del lavoro e nella quotidianità.

Con le scelte ‘tappabuchi’ del ministero, infatti, non sarà  certo possibile fornire ai docenti di Storia o di altre materie una preparazione pari a quella dei loro colleghi che insegnavano il Diritto dopo aver ottenuto una laurea in Economia o Giurisprudenza, ma non sarà neppure possibile affrontare in modo approfondito nell’ambito delle ore curriculari di altre discipline la questione dei diritti e doveri del cittadino. A dispetto del funambolismo di cui dà prova un comunicato del ministero.

Ma non è finita:

“Gentile dott.ssa Guma,

Lei è sempre attenta al mondo della scuola e quindi non si sarà persa la nuova puntata relativa a Cittadinanza e Costituzione.
Ora i media (Repubblica e pure Tuttoscuola) hanno scoperto l’acqua calda.
Cittadinanza e Costituzione non esiste come materia e, perciò, non può avere alcun voto in pagella.
Quello che le segnalo è un caso di pura schizofrenia nella politica scolastica attuale.
Sarà utile far sapere ai suoi lettori del blog sul “Fatto”, che il MIUR, dopo i tagli, decide pure di sprecare il denaro pubblico.
La facoltà di Giurisprudenza dell’Università Statale di Milano, col contributo economico dell’Ufficio scolastico regionale della Lombardia, organizza un corso di formazione a pagamento per i docenti anche delle secondarie di secondo grado che insegnano o insegneranno Cittadinanza e Costituzione.
Da un lato, cioè , si elimina lo studio del Diritto e si licenzieranno i docenti di questa materia evidentemente in esubero.
Dall’altro si sprecano le preziose risorse per formare docenti di Storia che prendano il posto di quelli già formati coerentemente (i docenti di Diritto di cui sopra)  per i contenuti giuridici dell’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione.
Era così difficile, infatti, immaginare che i docenti della A019 potessero avere le competenze necessarie per essere i formatori di insegnanti elementari e docenti di Storia anche in considerazione del fatto che l’autonomia dei contenuti giuridici in un contenitore ampio non richiede certo una conoscenza addirittura di livello post-universitario?
Insomma serviva l’ABC della cultura costituzionale giusto per non sentir dire da qualcuno dei nuovi docenti di C&C che in Italia il Presidente del Consiglio è eletto dal popolo o corbellerie simili.
Insomma grazie al Ministro Gelmini tagli e sprechi in un colpo solo.
In nome della competenza e del merito.
Ma soprattutto la certezza che Cittadinanza e Costituzione resterà una trovata propagandistica con i cittadini convinti che esista e che gli studenti italiani ne beneficeranno.”

Franco Labella