Da oggi in poi chiedete tutte e tutti l’applicazione del “lodo Maroni”. Di che si tratta? Lunedì prossimo il ministro padano sarà ospite della trasmissione di Roberto Saviano e leggerà una sua lista, in segno di riparazione alle “fanfaronate”, per usare le delicate espressioni del Giornale, lette e dette dall’autore di Gomorra nel corso della ultima trasmissione di “Vieni via con me”. La decisione sarebbe stata assunta dalla Rai dopo le violente polemiche e la richiesta di immediata rettifica ordinata dal ministro medesimo. Ci auguriamo che questa rettifica imposta sia stata condivisa anche dagli autori, ma temiamo che le cose siano andate diversamente e che la pezza a colori sia il risultato di una mediazione faticosamente raggiunta tra la direzione generale e la direzione di rete.

Sia come sia mai come questa volta sarà il caso di mettersi davanti alla tv per manifestare, anche in questo modo, la nostra solidarietà a Saviano, pesantemente minacciato dai fucilieri del presidente del Consiglio, ma sarà anche il caso di prendere sul serio il “lodo Maroni” e di far finta che la Rai di Masi abbia davvero deciso di applicare sempre e comunque il diritto alla rettifica e alla replica.

Restiamo, dunque, in fiduciosa attesa, per fare solo qualche esempio, della rettifica chiesta da oltre 200 mila cittadini che firmarono la richiesta di Arianna Ciccone e Valigia blu con la quale chiedevano al direttore del Tg1 di rettificare la falsa notizia data dal Tg1 sulla mai avvenuta assoluzione dell’avvocato Mills.

Allo stesso modo ci attendiamo che ai terremotati dell’Aquila che protestano sia concesso un ampio diritto di replica alle affermazioni false del governo sulla ricostruzione.

Restiamo sempre in attesa di una possibile replica di Antonio Ingroia, giudice coraggioso e odiato dai farabutti di ogni specie insultato in diretta tv da Marcello Dell’Utri e condannato al silenzio, così come non è mai stato consentito al giudice Caselli di replicare ai quintali di contumelie scagliate contro di lui dopo il processo Andreotti, tanto meno fu mai data lettura ampia e approfondita di quella sentenza.

Allo stesso modo aspettiamo sempre di sapere per quale ragione Berlusconi sia l’unico al quale sia stato sempre consentito di replicare, anche telefonicamente, ai suoi interlocutori, facoltà negata a tutti gli altri cittadini.

Tanto per restare in casa Rai quando sarà mai consentito ai sindacati interni di replicare alle continue apparizioni in tv del direttore Masi, al quale è sempre stato permesso di comiziare senza contraddittorio alcuno?

Prendiamolo sul serio il “lodo Maroni” e intasiamo la Rai, la commissione di Vigilanza e l’Autorità di garanzia delle comunicazioni con migliaia e migliaia di richieste di rettifica e di replica; del resto c’è solo l’imbarazzo della scelta, a meno che non si tratti di un diritto alla replica valevole solo per i ministri; in questo caso non sarebbe un lodo, bensì l’ennesimo dolo.

Dal momento che il ministro Maroni sarà in trasmissione, ci farebbe piacere sapere se almeno hanno avuto il buon gusto di ritirare la lettera intimidatoria spedita dalla azienda nei confronti di Loris Mazzetti, capo struttura responsabile del programma, che aveva osato replicare alle minacce del ministro. Quella lettera è stata ritirata? Se la sono mangiata? Siamo sicuri che nel corso della puntata di lunedì sarà data la bella notizia, o no?