“Mi sembrano eccessivi i toni allarmistici sulle dipendenze da gioco”, se la dichiarazione da ‘pompiere’ a Il Giornale del 9 novembre fosse stata pronunciata dal proprietario di un casinò o di una sala scomesse, lo avremmo anche potuto comprendere. Il punto è che la frase in questione è dell’onorevole Francesco Giorgetti, deputato leghista e, soprattutto, sottosegretario alle Finanze. In base ai dati diffusi dai Monopoli di Stato, negli ultimi 6 anni, infatti, puntate e scommesse sui giochi pubblici, sono triplicate: dai 10,6 miliardi di euro nel 2004 ai 30,1 miliardi di euro e solo fino al primo semestre di quest’anno. I giochi, comprese lotterie e gratta e vinci, daranno allo Stato una raccolta nel 2010 di circa 60 miliardi di euro (dai 54-55 dello scorso anno) con un gettito di 8,6-8,7 miliardi. Gli italiani, insomma, giocano sempre di più.

Ma per Giorgetti “le ludopatie, le patologie annesse al gioco non devono mettere in cattiva luce un settore che fa di tutto per tutelare i i suoi clienti”. Eppure il Siipac, la società italiana di intervento sulle patologie compulsive, parla di vero e proprio allarme ‘dipendenza-gioco’. Cesare Guerreschi, psicoterapeuta e presidente del Siipac, un luminare che da decenni studia le dipendenze compulsive, dichiara: “Lo Stato deve assumersi prima di tutto la responsabilità di un’indagine statistica seria per capire la situazione reale sulla dipendenza da gioco, senza delegare a holding e gestori “. E già perché le indagini sulla dipendenza da gioco non sono proprio un esempio di imparzialità. L’ultima è quella realizzata dal Codacons con Monopoli di Stato e Sisal. Non proprio soggetti disinteressati. L’associazione a difesa dei consumatori da anni, infatti, svolge un servizio di ispettorato per le estrazioni del lotto e per questo, pochi lo sanno, percepice degli emolumenti dalla società privata Lottomatica; e poi c’è la Sisal, la concessionaria del Superenalotto, la lotteria più popolare ma anche quella con meno probabilità di vincita del montepremi finale: una su 622 milioni.

Nel 2009 il gruppo presieduto oggi dall’ex ministro delle Finanze, Augusto Fantozzi, ha registrato un giro d’affari di 9,4 miliardi di euro in crescita del 43%. Un gruppo che punta ad acquisire un altro colosso delle scommesse, il gruppo Snai. Ebbene la ricerca realizzata dai tre parlava di 1,5 milioni di cittadini che mette al primo posto nella sua vita il gioco.

Tra questi chi sono maggiormente a rischio sono soprattutto le donne tra i 25 e i 45 anni. Giovani lavoratrici e casalinghe, madri di famiglia in molitssimi casi, sempre più assidue giocatrici di poker online e slot. Guerreschi sull’allarme “gioco e famiglia”, osserva: “Le donne giocano per fuga, vogliono fuggire dalla crisi, molte di loro – continua – quelle sopra i 40 anni, sperano di sistemare la loro situazione economica” e aggiunge “personalmente ho iniziato una lotta contro l’alcolismo, 31 anni prima del 2001, quando con incredibile ritardo è stata stilata una legge ad hoc. Ora con il gioco, siamo nella stessa situazione e con ritardi enormi”.