Viva Vettel perché è giovane. Viva Vettel perché ha vinto. Viva Sebastian Vettel perché ha reso più ardua e meno ovvia la discesa di Libera & bella, alias Montezuma il predicatore, nell’agone politico del così/detto terzo polo di Casini,  Fini & Rutelli. Anche loro convinti – dopo i piddini ai quali però è andata storta, visto & considerato che Libera & bella aveva loro detto no – che la politica sia adeguabile tout court alla logica mediatica. In base alla quale chiunque disponga di audience, dovrebbe poter vincere anche su un terreno che non è il suo. Come pensa, o meglio non pensa, questo ceto dirigente politicante inetto fin che si vuole, ma sempre intento a mantenersi a galla costi quel costi, anche perché li paghiamo noi.

Un presidente della Ferrari vincente sarebbe quindi stato la ciliegina sulla torta, in barba ai colossali conflitti d’interessi che Libera & bella trascina con se, roba da far invidia al Caimano & viceversa. (Vedi anche il post Libera & bella su questo blog).

Negli ultimi 14 anni la Ferrari si è giocata il mondiale all’ultima gara per dodici volte – ripete Montezuma con voce garrula – abbiamo sbagliato ma ci riproveremo perché siamo nati per vincere”.

Una profezia declamata fino alla nausea che però sembra non auto/adempiersi quasi mai, come dimostrano le vendite Fiat e molte delle attività gestite direttamente o indirettamente da Libera & bella. Della quale Flavio Briatore una volta ebbe a dire che tutto quel che Montezemolo tocca prima o poi fallisce. Come si vede, non è matematicamente certo che le prediche emesse dal pulpito sbagliato, siano dello stesso segno.

Oggi perde un sistema, un modo culturale – sintetizza Emanuela Audisio di Repubblicaquello di non avere fiducia in se stessi, quello di non fare passi avanti se non lo fa l’altro, quello di marcare stretto il nemico (…) La Ferrari spreca, sbaglia, butta via un mondiale. Da vinta, da passiva, da vittima”.

Mentre la Red Bull di Sebastian Vettel, dopo soli sei anni dal suo debutto in Formula 1, ha vinto semplicemente rischiando, come dovrebbero fare gli imprenditori degni di questo nome, invece degli im/prenditori consociati e/o collusi col ceto politico italiotto, in cambio della garanzia di poter continuare a incamerare eventuali profitti e a socializzare perdite crescenti.

La Ferrari ha perso per via dei troppi calcoli fatti in cerca di un trionfo basato sulla furbizia e non sul rischio. La stessa logica di tutti coloro i quali, per non correre il rischio di perdere, prima di agire hanno bisogno di imbrigliare il mercato. Che poi è la storia della Fiat fino agli attuali, lunghi giorni che pare non debbano finire mai.

Ed è questo il punto. Illudersi di giocare per vincere anche sul terreno politico senza rischiare, continuando ancora a illudersi di poter usare, addirittura in esclusiva, vieti tatticismi & strattagemmi scimmiottando Machiavelli, non perché si abbiano palle & idee, non perché si sia scoperto, coltivato e promosso un nuovo talento, un leader capace di vincere politicamente, preferendo invece continuare a presumere di raccogliere voti utilizzando le audieces di qualche star di turno e via discorrendo. Anche se nel caso di Motezuma, pare di ritrovarsi al cospetto di una supposta star che ha davvero fatto il suo tempo. Amen.