Alle 19.30 di oggi, il sito abuondiritto.it, guidato da Luigi Manconi, ex-sottosegretario alla Giustizia nel secondo governo Prodi, ha pubblicato l’audio delle ultime parole di Stefano Cucchi prima di essere arrestato.

“Abbiamo pubblicato la registrazione dell’udienza di convalida dell’arresto di Stefano Cucchi, il 16 ottobre del 2009 – spiega Manconi, che nella sua attività di politico ha partecipato a numerose commissioni su giustizia e garantismo, su libertà di cura e testamento biologico – Sono oltre sette minuti che danno conto di un interrogatorio dove Stefano Cucchi appare già provato, in grave difficoltà, con voce sofferente.  In quella circostanza, Cucchi rinnova la sua richiesta di essere assistito dal proprio avvocato di fiducia. La richiesta  non viene accolta allora e nemmeno dopo. Sono le ultime parole di Stefano Cucchi prima che se lo portassero via”.

Stefano Cucchi, 31 anni, è morto in carcere dopo l’arresto dei carabinieri che lo hanno sorpreso con una ventina di grammi di droga. Il ragazzo presentava fratture alla spina dorsale, al coccige, alla mandibola e una brutta ferita all’occhio sinistro. La sua storia viene alla luce grazie alla famiglia che decide di divulgare, in una conferenza stampa al Senato le foto shock del cadavere di Stefano, scattate all’obitorio. Si vede il suo volto tumefatto: una maschera violacea attorno agli occhi, uno dei quali schiacciato nell’orbita, sulla palpebra un ematoma bluastro, la mandibola spezzata. E poi le immagini della schiena, fratturata all’altezza del coccige. Cucchi è magrissimo. Come si può ascoltare nell’audio, egli stesso aveva da subito dichiarato la sua tossicodipendenza nonchè una serie di malattie importanti tra cui epilessia e anemia.

La procura di Roma, nel novembre 2009, accusa sei persone, tre medici e le tre guardie carcerarie che hanno avuto il giovane in custodia nelle celle videosorvegliate sotto le aule delle “direttissime”. Restano ancora molte ombre nella vicenda. Il pm sta ancora lavorando per definire il ruolo dei carabinieri che hanno accompagnato Stefano in tribunale e ora sono accusati dagli agenti penitenziari.

La sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, che ha avuto un ruolo centrale nel far emergere la verità sul caso del fratello, ha pubblicato il libro “Vorrei dirti che non eri solo”, scritto con il giornalista del Corriere della Sera Giovanni Bianconi. Presentato ieri nella sala del Mappamondo della Camera, alla presenza di Gianfranco Fini, il libro ripercorre la storia di Stefano intrecciata alle vicende di quanti come lui, hanno perso la vita in carcere.