In questo momento sto rimirando il mio vecchio tesserino, oro sbiadito su marrone più sbiadito ancora, con la cifra 32357 che si legge appena e quel ragazzo ironico che mi sorride dalla foto, e quel ragazzo sono l’io di trentun anni fa.

Ricordo il momento preciso in cui me l’hanno dato, e anche che quella sera festeggiammo coi miei amici Siciliani a Roma; Antonio, Miki, Claudio e il Direttore. È molto che non lo tiravo fuori, perché colla vita che faccio non mi serve più.

“Va bene, l’hai onorato per tutto questo tempo – mi fa il ragazzo della foto – E allora? Adesso ce l’ha anche gente come Feltri, e i tuoi colleghi saggi e importanti dicono che va bene così. Ma và, buttalo nel cesso!”.

Ma per fortuna trent’anni di mestiere mi hanno insegnato qualcosa. Stappo fulmineo il Fundador e via al primo bicchiere. Domani è un altro giorno.