Jon Stewart, durante la manifestazione di Washington “Ripristiniamo la sanità mentale”, disse che di questi tempi si fa un uso troppo spregiudicato di parole quali “razzista, stalinista, nazista o terrorista” e che ciò toglie “merito” a chi, con grande fatica, quegli appellativi se li è conquistati con un “duro lavoro”. Prendo a prestito questa battuta perché non intendo qui riferirmi a Curry Todd, rappresentante repubblicano dello Stato del Tennessee, come ad un razzista “tout court”, soprattutto perché, non avendo nemmeno il coraggio di sostenere fino in fondo il suo pensiero, Todd, dopo le polemiche nate per una sua dichiarazione, ha “prontamente” cercato delle scuse, sebbene queste siano suonate, almeno alle mie orecchie, altrettanto credibili di quelle proferite da Silvio Berlusconi a proposito della sua uscita sui gay.

Curry Todd, noto nell’ambiente politico del suo Stato soprattutto per essere stato il fautore di una legge per autorizzare il porto d’armi nei ristoranti dove si serve alcol, durante una discussione sulle modalità per l’approvazione dei pazienti che hanno accesso all’assistenza sanitaria, ha chiesto alle amministratrici dell’associazione Cover Kids quale fosse la procedura nei confronti di una donna incinta con necessità di un’ecografia o altro controllo. Con gentilezza (e imbarazzo), la responsabile del centro ha risposto che una donna incinta riceve assistenza a prescindere dal suo stato di legalità (o illegalità) perche’ il bambino che porta in grembo è un cittadino americano. Con fare brusco, Todd ha fatto notare che però ad usufruire dell’assistenza potrebbe essere un’immigrata clandestina. “Ad usufruire dell’assistenza è un ‘cittadino’ americano”, ha ribadito ancora l’interlocutrice. “Ciò significa che loro possono andarsene in giro come ratti e moltiplicarsi all’infinito”, ha detto con accento poetico, l’illustre senatore.

Ora, definire un’uscita del genere come “razzista” è, come direbbe Stewart, inopportuno, perché Curry Todd, a differenza dei razzisti, quelli veri che si sono “guadagnati” quell’appellativo, manca persino del coraggio delle sue convinzioni e per restare dov’è, a rappresentare le istituzioni di un paese che ha abolito la schiavitù e varato il 14° Emendamento (che garantisce la cittadinanza “jure soli”) molto tempo fa, deve costantemente mostrare di essere immune da ogni pregiudizio e limite mentale. Todd, dunque, che ama le armi (che uccidono) ma non tollera che si faccia un’ecografia ad una donna, immigrata clandestina, mettendo così a repentaglio una vita umana, è, a parer mio, semplicemente ignobile, nel senso di privo della minima nobiltà d’animo, quel sentimento cioè che distingue le persone perbene dal resto.

Sfortunatamente, Curry Todd è in buona compagnia, perché la sua posizione è condivisa da buona parte dei rappresentanti del Tea Party che, tanto per scaldare gli animi, hanno lanciato una crociata contro il 14° emendamento.

Non a caso, nello stesso giorno in cui il senatore del Tennessee viveva i suoi cinque minuti di (in)gloriosa fama, la signora Palin accusava il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, di essere il presidente più “pro-aborto” mai ospitato alla Casa Bianca. Secondo la signora Palin, che ha “opportunamente” omesso di ricordare che la riforma sanitaria non consente l’utilizzo dei fondi federali per l’aborto, fornire assistenza sanitaria a più americani implica (magicamente) un aumento incontrollato degli aborti. Sorvolando sul fatto che il presidente, invertendo la politica di George Bush che finanziava quasi esclusivamente programmi scolastici di “educazione sessuale” basati sulla promozione “dell’astinenza”, ha fortemente spinto affinché le scuole abbiano programmi che educhino alla prevenzione, mi piacerebbe chiedere alla signora Palin e al signor Todd quale particolare vedono (che a me sfugge) che gli consente di distinguere, mentre sono ancora in grembo alle loro madri, i bambini dai ratti.