Odio la pena di morte, non auguro a nessuno la galera, soprattutto in Italia, ma giuro che darei un ergastolo doppio a chi ha ammazzato Sarah Scazzi, agli assassini e agli autori dei delitti di Garlasco, di Erba, di Cogne, tanto per fare qualche esempio. Darei loro il doppio ergastolo, in primo luogo per la violenza commessa, in secondo luogo per essere stati i mandanti di quel vero e proprio supplizio mediatico che ci è stato inflitto.

L’industria della paura e dell’ansia sembrava e sembra non aspettare altro. Cosa c’è di meglio di tanta bella cronaca nera per cacciare tutte le altre notizie, per inzuppare il pane nella peggiore retorica nazionale, per fomentare i peggiori istinti: il senso della vendetta, il rancore, il terrore per la sicurezza individuale che diventa così la vera e unica ossessione dominante.

In queste ore possiamo assistere ad una sorta di fiction a reti semiunificate. Si comincia la mattina con i collegamenti con il set di Avetrana, quasi sempre c’è l’annuncio di una “giornata chiave per l’inchiesta e di nuovi possibili colpi di scena”. Il pomeriggio spetta alle trasmissioni formato famiglia, quelle nelle quali si finge commozione, si chiede scusa per qualche particolare scabroso, e poi si va giù pesante sull’ultimo singhiozzo di Sarah, sulla cintura dei pantaloni usata per strozzarla, sui possibili giochi erotici della cugina, sul fidanzatino conteso, il quale a sua volta un giorno conferma e un giorno nega.

Qualche sera fa si è toccato il culmine con due reti impegnate sulla anatomia del delitto. Da Vespa si studiavano i plastici, a Matrix  si confrontavano gli ospiti accalorati sulla ricostruzione degli ultimi istanti. Miracolo nel miracolo alcuni dei partecipanti comparivano simultaneamente nelle trasmissioni, una volta in diretta, una volta in registrata.

Non c’è scampo, Avetrana deve essere al centro della nostra attenzione, deve scacciare dalle menti e dai cuori ben altri delitti, ben altri pensieri, ben altre emozioni.

Non sopportiamo la censura in qualsiasi forma e verso chiunque e dunque non ci verrebbe mai in mente di invocare il silenziatore verso alcuno  su qualsiasi tema, ma non possiamo fingere di non vedere che le Avetrana di turno sono state sapientemente amplificate, coltivate, usate per scacciare dal video le Ruby, gli scandali, le alluvioni, i crolli di Pompei, le gru di Brescia, le vite precarie, l’insicurezza collettiva che non trova mai spazio nelle prime serate.

Non si tratta di oscurare qualcuno o qualcosa ma di smetterla di far oscurare quello che non piace al piccolo Cesare e alle sue badanti mediatiche.

Avetrana  può e deve andare in onda a reti unificate, squadre di cronisti sono sul posto, la Rai presidia quel territorio come non ha fatto per il maltempo nel Veneto o per coprire le stragi sul lavoro che continuano a ripetersi, ma in questo caso il silenzio è totale, nessuno grida allo scandalo, nessuno urla il suo basta!

Il basta viene urlato dai Masi di turno, dagli Alfano, dai Romani, quando si tratta di colpire i Santoro, i Vauro, i Travaglio, i Fazio, i Saviano, i Benigni, Serena Dandini, la satira, il giornalismo d’inchiesta. In questi casi trovano la voce, minacciano, urlano, invocano la vigilanza, reclamano la rescissione dei contratti, chiedono di imbavagliare quelli che non piacciono al padrone, quelli che gli “fanno venire l’ansia”. Perché  parlano di malessere economico, sociale, morale, perché “vorrei strozzare con le mie mani” quelli che parlano e scrivono di mafia e rovinano così l’immagine dell’Italia nel mondo, Berlusconi dixit.

Gli ipocriti, i sepolcri imbiancati, i suoi mazzieri mediatici fingono di manifestare sdegno per l’orrendo spettacolo che sta andando in scena da Avetrana ma stanno a guardare, si strofinano le mani sornioni, preparano la prossima puntata sapendo bene di rendere un ottimo servizio allo spirito dei tempi.

Allora diventa ancora più chiaro perché avrebbero voluto tappare la bocca ad Annozero o a Saviano o a Milena Gabanelli, per fare solo due esempi, perché sino a quando questi continueranno ad andare in onda saranno un pugno nello stomaco di chi compie ogni sforzo per omettere, cancellare, nascondere quello che non si deve vedere e sapere e comunque non deve arrivare a milioni di persone.

A questo manipolo di squadristi berlusconiani non basta imporci le Avetrana di turno, vorrebbero anche levarci il diritto di scegliere di vedere altro, e in questo rivelano la loro anima oscurantista, intollerante, neo totalitaria.

Sarà bene non distrarsi, neanche per un istante, almeno sino a quando non vedremo spente le luci….. rosse sul balcone di Palazzo Grazioli.