10.11.2010

Con simbolico fragore
davanti agli occhi del mondo
rovina su Sandro Bondi
la casa del Gladiatore.
Un fremito di terrore
trascorre sul poveretto
Che stava lì zitto zitto
fingendosi trasparente
E diventa platealmente
un famosissimo inetto.
Pompei semina disagio.
Apicella, che è un veggente,
Ci ha visto dentro un Memento,
un retrogusto malvagio,
un terribile presagio.
La Russa s’è impallidito,
Gasparri s’è annichilito:
Per Mariano, i Gladiatori
Altri non sono che loro.
E la casa, era il Partito.

Cronaca di Novembre

2.11.2010

Stretto da dritta e da manca,
Testa di Moro barcolla
E cerca ancora la folla
ma scivola, cede, arranca,
e cerca di farla franca
dicendo “preferirei
le donne che andar coi gay.”
Apriti cielo! Scompiglio!
Vendola allude a suo figlio
e a ministri farisei.
Sarà La Russa o Frattini?
E Piersilvio, quel tesoro,
sarà mica uno di loro?
S’inquieta anche Signorini.
Sa bene che il popolino
a certe cose ci tiene.
E’ terribile la scena,
nella villa del Nababbo,
di un figlio che accusa un babbo
di non volergli più bene.

7.11.2010

I Futuristi, riuniti accampati
tra i borri dell’Umbria scura
pretendono addirittura
che il capo molli il mandato.
La Crisi ha polverizzato
il carisma logorato
del Satrapo. Va guidato
il ruzzolante paese
da uomini della Chiesa
e uomini dello Stato.
Intanto, verso Firenze,
dei giovani scapestrati
Schiamazzano beneducati.
Denunciano prepotenze,
assaltano diligenze.
La medesima sostanza,
con nuovi passi di danza:
ma apprezzabile l’intento
di cambiare il condimento
alla solita pietanza.

9.11.2010

Poi, il governo è ferito
In Libia. Un emendamento
Pretende l’adeguamento
alle misure sancite
dalle Nazioni Unite
in tema di clandestini.
Subito accusano Fini
di dare il destro a Gheddafi
di riempire motoscafi
di nipoti ballerine.
E Renzi porta la vanga,
e la processione lunga
Di quelle del bunga bunga
che sono una bella ganga
tutte portano la vanga.
Benigni porta la vanga,
Saviano porta la vanga.
E danzando la milonga
Si snoda la marcialonga.
E Ruby si aggiusta il tanga.