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Pisapia:“Milano è morta. Tocca a me”

Chiede una commissione antimafia sull'Expo e sfida Boeri alle primarie. Vendola lo sostiene: "C'è un rapporto di amicizia e stima, ma io sono la società civile"

“Milano si è risvegliata”. Le primarie di coalizione, indette nel centrosinistra per individuare il candidato sindaco a sfidare Letizia Moratti, hanno avuto almeno due meriti: “Rivitalizzare la società civile che si era allontanata dalla politica perché delusa e aver dimostrato al Partito democratico che non può chiudersi in se stesso ma deve confrontarsi per costruire una alleanza valida per cacciare il centrodestra”. Perché “la caduta del governo centrale può e deve partire da qui”. Giuliano Pisapia, dopo due mesi di campagna elettorale e oltre trecento incontri per la città, si prepara alla sfida finale contro Stefano Boeri, sostenuto dal Pd. Domenica prossima si apriranno le urne delle primarie cittadine e lunedì si sapranno i primi risultati.

I sondaggi sanciscono un vantaggio di Pisapia, gli stessi che un mese fa lo davano sconfitto. L’avvocato avrebbe recuperato oltre 10 punti percentuali in poche settimane. “Vedremo, comunque vada io continuerò a impegnarmi per il centrosinistra e a sostenere chiunque di noi vinca”, dice. “Se invece a passare sarò io e perderò contro la Moratti mi impegno a rimanere in Consiglio comunale per cinque anni, a differenza di altri prima di me”. Per “ricostruire Milano”.

Ma non si era risvegliata?
La società civile sì, il Comune è defunto. È inaccettabile che una città come Milano non abbia il registro delle unioni di fatto, come Torino, Padova, Messina, Bologna. A prescindere dal vincolo matrimoniale, il registro è un diritto che va riconosciuto ed è stato sancito da sentenza del Tar, del Consiglio di Stato, da alcune sentenze della Corte.

Rimaniamo su ciò che ritiene inaccettabile.
La lista potrebbe diventare lunga.

Cominciamo.
È inaccettabile che in vista di Expo il sindaco Moratti, il centrodestra, la maggioranza si siano rifiutati di istituire una commissione antimafia per vigilare sugli appalti, quando sappiamo benissimo che la mafia e la criminalità organizzata sono nelle società milanesi che puntano proprio all’evento del 2015.

Moratti sostiene che una commissione sarebbe inutile perché non avrebbe poteri.
Non è vero, anzi. Una commissione antimafia con al suo interno rappresentanti delle forze dell’ordine e della prefettura e anche delle associazioni imprenditoriali, ha gli stessi poteri che ha il Comune. E il Comune può mandare i vigili a fare i controlli ed ha il dovere di compiere verifiche su appalti e subappalti.

Era stato istituito un registro per individuare solo le aziende senza infiltrazioni criminali.
Quel protocollo, pensato da Moratti, su molti punti era condivisibile anche se deve essere rafforzato, ma è rimasto sulla carta: totalmente inapplicato. Non si fanno controlli, nessuna verifica, nessuna ispezione. Facciamo l’esempio dei lavori a Santa Giulia.

Arrestarono cinque persone, tra cui l’imprenditore Giuseppe Grossi e Rosanna Gariboldi, assessore a Pavia e moglie del deputato del Pdl, Giancarlo Abelli, accusati di appropriazione indebita e frode fiscale.
Esatto, sa che quando andarono gli ispettori del Comune, chiamati dai cittadini, scrissero che era tutto a posto? Poi invece l’autorità giudiziaria è andata un po’ più a fondo alla vicenda e di fatto sono arrivati gli arresti. Ma è tutta la città ad essere gestita così.

Proprio tutto?
Ho letto il discorso programmatico illustrato dalla Moratti al suo insediamento. Dei 100 punti che si era prefissata ne ha realizzati due e solo in parte: bike-sharing, dimezzandolo e concentrandolo dove meno serve, il centro; ecopass, su cui invece di valutare i risultati e decidere se proseguire o meno, ha fatto una commissione politica della maggioranza. Come diceva De Gasperi: “Quando non si sa cosa fare si fa una commissione”. Ma anche la gestione delle 25 famiglie rom sgomberate da un campo regolare a cui ancora non hanno trovato una casa popolare, inaccettabile.

Guardi che prima di sfidare la Moratti deve vincere le primarie e Boeri, che ha avuto in dote dal Pd comitati e comunicazione.
Non mi preoccupa affatto, io ho decine e decine di comitati di cittadini sorti spontaneamente. Semmai Boeri più di me ha un database con tutti i partecipanti alle primarie passate del Pd composto da circa 72 mila persone che finora hanno ricevuto solo le comunicazione di propaganda di Boeri.
Ma tre settimane fa avevate siglato un accordo per condividere quell’indirizzario.
Nei fatti non ce l’hanno mai consegnato, si sono impegnati a inviare anche le nostre comunicazioni almeno una o due volte; al momento non sono arrivate a nessuno e non sappiamo se arriveranno in tempo utile, cioé entro sabato.

Lo ritiene uno svantaggio pesante?
Ho scoperto girando per la città di avere moltissimi sostenitori tra giovani e meno giovani, di qualunque fascia e classe sociali. Si sono costituiti comitati per sostenere la mia candidatura in ogni quartiere della città e sono nati spontaneamente, solo grazie all’entusiasmo delle persone. Le due frasi che più mi sono sentito ripetere sono state: sono felice di tornare a votare, sono felice di poter votare senza turarmi il naso. Quindi, mi creda, dell’indirizzario non me ne preoccupo; ma certo il punto di partenza tra candidati era diverso.

Boeri è sostenuto dal Pd, per lei Nichi Vendola è venuto a Milano.
Con Vendola c’è un rapporto di amicizia e stima profonda. È una persona che sta tentando di rinnovare la politica e ce n’è grande bisogno. La sua presenza a Milano è stata la continuità di tante battaglie e tanto lavoro fatto insieme in parlamento e non solo. Ma io sono espressione della società civile, non di un partito.

da il Fatto quotidiano del 10 novembre 2010