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Ma Benigni l’ha benedetto

La nuova alleanza: "Nel vedere Saviano e Vendola l'uno accanto all'altro non si poteva non pensare: ecco il ticket ideale per battere il premier"

Roberto Saviano risorsa per il centro-sinistra? Una domanda oggi meno azzardata di ieri, dopo il boom di ascolti di Vieni via con me, che ha toccato punte fino a nove milioni di spettatori. Ecco alcuni motivi per crederci.

Primo. Il nome di Saviano è noto in tutto il mondo. E’ lo scrittore che con Gomorra ha segnato un nuovo modo di raccontare il crimine organizzato. Milioni di copie che hanno contagiato milioni di lettori. Una sorta di eroe civile che sta pagando un prezzo altissimo per aver detto da che parte sta. Di certo il prezzo pagato è il più alto: la libertà personale. Saviano vive circondato dagli agenti di scorta. E’ un uccello in gabbia condannato a restarci, almeno finché in Italia sopravviverà il sistema di potere mafioso.

Secondo. A Saviano viene riconosciuta grande autorevolezza e passione da un arco di forze politiche trasversale che dalla sinistra arriva fino alla nuova destra di Futuro e Libertà. Così come rappresenta un volto nuovo nel panorama di una nomenclatura di nomi e sguardi logorati dal potere. Una persona capace di smuovere le coscienze dei giovani sui grandi temi della legalità, della lotta alla mafia, della necessità di recuperare un’etica pubblica del sentirsi parte di una battaglia che si può vincere solo se lo si fa assieme. Cosa che non riescono a fare certo i leaders dei rottamatori Pd guidati da Matteo Renzi che, pur animati dalle migliori intenzioni per ora sembrano distinguersi solo per ragioni anagrafiche dai vecchi capi.

Terzo. Vieni via con me ha offerto altre significative chiavi di lettura. Le parole commosse che Roberto Benigni gli ha voluto regalare fino ad abbracciarlo con autentico trasporto. Non lo ha preso in braccio, è vero, come fece con Enrico Berlinguer. Ma è la prima volta da allora, e di anni ne sono passati, che il geniale comico toscano, eroe nazionalpopolare, si spende in questo modo per qualcuno. Poi c’è arrivato anche Nichi Vendola: l’altra novità della politica (non perché sia giovanissimo ma per la sua crescente leadership nel centrosinistra) quasi a voler segnare un tandem di intenti e di valori. Quasi a voler dire: siamo sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda. Quasi a voler dire: Saviano sta con Vendola, Vendola sta con Saviano.

Seppure le loro storie siano diversissime in comune hanno molto. Soprattutto quella capacità “narrative” di smuovere le coscienze con la forza delle parole. Nel vederli l’uno accanto all’altro per la prima volta non si poteva non pensare: ecco il ticket ideale per battere il Caimano.

Mentre Roberto Saviano lo scrittore campano ricordava come la “macchina del fango” che “mette a rischio la democrazia” sia entrata in azione anche per fermare Giovanni Falcone, il leader di Sinistra e Libertà sciorinava ben ventisette parole per dire omosessuale e faceva l’elenco delle possibili espiazioni dell’omosessualità. E alla domanda di Fazio. “Allora è molto meglio guardare le belle ragazze che essere gay? ha risposto: “E’ molto meglio essere felici”. Due facce di una medaglia di nuovo conio per conquistare il futuro. E così pazzesco sognarlo?

Da Il Fatto Quotidiano del 10/11/2010