Un tempo si chiamava via dell’Abbondanza, strane le parole: sembra che ora da quelle parti di abbondante ci sia solo la quantità di rifiuti. I fatti: all’alba del 6 novembre scorso ben 12 metri di una parete risalente al 79 d.c. sono caduti su quella che era la via principale della vecchia Pompei. La Schola Armaturarum Juventis Pompeiani, meglio conosciuta come la Casa del Gladiatore di Pompei, un gioiello invidiato dal resto del mondo, non c’è più. Danno stimato: circa 240 milioni di euro.
(Fonte: Barbara Narini, Periodico Italiano)

In questo Paese dove si spendono un miliardo e mezzo all’anno in auto blu e 16 miliardi di euro per comprare 135 cacciabombardieri, non si trova quel poco di denaro pubblico necessario per restaurare, mantenere, conservare la nostra storia.

E’ il Paese dove si sgomita per un posto nella casa del Grande Fratello, mentre quella del Gladiatore crolla per l’indifferenza e la miopia di una classe dirigente assetata del proprio nulla procrastinato all’infinito.

Penso a Pompei e mi indigno profondamente, immaginando cosa accadrebbe in questo Paese di rottamatori, puttanieri e corrotti se al posto di certi pagliacci fosse al governo una classe dirigente che investisse solo pochi punti percentuali della propria ricchezza per dare valore e creare ricchezza partendo dalla risorsa migliore che abbiamo: il territorio, e il patrimonio culturale che zampilla come oro nero in ogni angolo d’Italia, dal più piccolo borgo autentico alle città d’arte e cartolina.

Penso alle facce di bronzo e alle sfilate di ministri e starlette in prima serata, che anche stavolta si sono affrettati a denunciar sentenze e comminare colpe, sempre altrui s’intende!

Penso a loro, e a quella casa crollata nell’indifferenza generale della politica nazionale, impegnata in una danza fatta di cerini, cespugli, minorenni e finte opposizioni.

Penso a questo nostro amato, caro, sconsiderato Belpaese: penso che ci meritiamo qualcosa di meglio, di questi pagliacci che dicono di governarci!