Il periodo è quello dal 1 novembre 2007 al 15 gennaio 2008. C’erano montagne di immondizia per le strade di Napoli e della provincia, discariche sature, commissariato di governo alla ricerca affannosa di buchi dove far scomparire la spazzatura. Una delle emergenze più gravi degli ultimi anni. Che nemmeno la Napoli di questi giorni è riuscita a eguagliare. E’ a quel periodo che si riferisce l’inchiesta del procuratore aggiunto di Napoli Francesco Curcio che in queste ore sta notificando 36 avvisi di conclusione indagine per epidemia colposa e omissione di atti d’ufficio nei confronti del sindaco Pd di Napoli Rosa Russo Iervolino, l’ex Governatore Pd Antonio Bassolino, l’ex commissario straordinario per l’emergenza ed ex prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, insieme a una sfilza di primi cittadini e commissari straordinari dei comuni del napoletano.

Secondo l’accusa, gli indagati non avrebbero adottato i provvedimenti necessari a “sterilizzare” i rifiuti abbandonati per strada, a disinfestare le zone più colpite dall’emergenza, a derattizzare i quartieri inondati dalla spazzatura, a contenere il fenomeno del randagismo. Il pm accusa gli amministratori pubblici di non aver in qualche modo “contenuto” gli effetti sanitari dell’emergenza rifiuti, delimitando, e quindi isolando, i cumuli di spazzatura che in qualche caso avevano raggiunto i primi piani delle abitazioni. I sindaci inoltre sono sotto inchiesta per non aver individuato i siti di stoccaggio provvisori dove trasferire la spazzatura, in modo da liberare strade e marciapiedi ed evitare il contatto con la popolazione. E come si è arrivati a contestare l’epidemia colposa? Attraverso una perizia tecnica commissionata a un pool composto da due epidemiologi e un medico legale. Che hanno incrociato i dati del boom di infezioni gastrointestinali e allergie cutanee nel periodo clou dell’emergenza, e quelli della vendita dei farmaci relativi a queste malattie. Stilando così un elenco di comuni dove l’aumento di patologie poteva essere spiegato solo con la presenza per giorni e giorni dell’immondizia in strada.

E alla Iervolino e a Bassolino arriva l’inattesa solidarietà del Pdl campano, firmata dal coordinatore regionale Nicola Cosentino. “Pur ribadendo tutte le responsabilità del centrosinistra nella genesi e nella gestione dell’emergenza rifiuti in Campania, ritengo – afferma il parlamentare azzurro – sia doveroso, da parte di tutti, scindere le responsabilità politiche da quelle giudiziarie. Appare, infatti, inverosimile che una persona di lunga e comprovata esperienza politica e di governo, quale appunto è l’onorevole Iervolino, possa essere incappata in reati così gravi, come quelli ravvisati dai magistrati napoletani”. “Non volendo entrare nel merito di una così delicata questione – conclude Cosentino – ci auguriamo che il sindaco di Napoli e l’ex governatore della Campania riescano, al più presto, a dimostrare l’estraneità dai fatti che sono stati loro contestati”.