Questo è il momento di affascinare. Anzi, lo era già ieri, in questi anni. Il momento per raccontare una storia diversa, fatta di altri lunedì, di altri modi di pensare, di altri sogni nel cuore. Ci pensavo ieri sera, ascoltando la nuova Segretario Generale della CGIL. E’ una persona in gamba, con una storia solida, con una bella faccia sana. Una da cui comprerei un’auto usata senza paura. Ma non mi ha raccontato una storia nuova, qualcosa che mi scaldasse il cuore…

Quante parole su Berlusconi che cade, sulla crisi, sui governi tecnici, sulle elezioni. E quanti pochi scenari da sognare, quante poche responsabilità da caricarsi addosso individualmente, quanti pochi premi in fondo al percorso. Perché nessuno mi racconta la storia di un’altra vita, purché possibile? Perché non c’è? O perché nessuno ha idea di come possa essere, di come sia possibile viverla?

La crisi intellettuale e sociale di questa epoca è tutta in paradosso: chi dovrebbe attrarre l’attenzione su un sogno, su un nuovo modello individuale e sociale, su una vita migliore, cioè i politici e i pensatori, non sognano e non raccontano nulla. Una minoranza (ma cospicua) di individui, che dovrebbero andare al traino di questa nuova “vision” hanno più idee e più sogni di chi si candida a guidare la gente, il Paese.

Quando la maggioranza delle persone seguono leader senza sogni e la minoranza della gente immagina sogni per cui non ci sono leader… è la fine.

Neanche Susanna Camusso ha delineato i contorni di un nuovo sogno a cui credere, per cui combattere. Neanche Renzi, il rottamatore. Nessuno. Non una parola su come ribaltare l’ordine costituito dei consumi, della salvaguardia del nostro mare, del nostro territorio, di come sovvertire lo schema del lavoro e della vita privata, di come essere liberi, o su come far comprendere a tutti noi che occorre spendere meno, acquistare meno, vivere in luoghi diversi, muoversi in modo differente, in tempi diversi, occupando tempo, comunicazione, relazioni secondo un principio nuovo. Nessuno dice nulla su come “curare” la gran parte della popolazione, che non legge, che non fa che ingolfarsi nei centri commerciali a sputtanare le quattro lire che ha.

Non una parola su come alleggerire il cuore di tutti noi, liberarlo dal peso dello schema capitalistico e borghese, omologato e insensato, dai prodotti inutili, dagli inballaggi inquinanti, dal tempo che fugge portandosi via gioia e semplicità, pensieri e sogni. Fare politica, oggi, non può prescindere da questo… Chi si candida a farla, ha qualche buona idea su questo, può farci sognare (e combattere) per un mondo migliore?