Il consiglio dei Ministri ha approvato un pacchetto di sicurezza, copyright by ministero dell’Interno (Roberto Maroni) & ministero Pari Opportunità (Mara Carfagna), che introduce il reato di prostituzione & foglio di via per prostitute straniere on the road.

A introdurre questo s/considerato reato la ministra Carfagna ci aveva già pensato con un ddl approvato dal governo nel settembre 2008, poi arenatosi grazie alle polemiche sollevate in concomitanza con le crescenti e persistenti intemperanze sessuali del così/detto premier.

“Altro che pari opportunità quel che succede nelle residenze del premier – dichiara al Fatto la stravotata euro deputata Debora Serracchiani – siamo di fronte a un atteggiamento classista del governo: una certa prostituzione ben retribuita e patinata tollerata & incentivata, mentre con un provvedimento ipocrita si va a colpire quella stradale, senza pensare a una tutela di ragazze che in genere sono schiave”.

A parte la riproposizione della solita esagerazione sulla condizione delle prostitute, così continuando a demonizzare e criminalizzare l’immigrazione (*), inviterei madame Serracchianì a esaminare le ricerche effettuate, prima di spararle grosse come le case.

Io stesso, in seguito a una ricerca lampo ai fini di una sceneggiatura per un film sulle così/dette schiave del sesso, tenni anche conto dei dati raccolti da almeno quattro istituti di ricerca – Parsec, Censis, Fondazione Cesar e il cattolicissimo Transcrime della Cattolica di Milano e dell’Università di Trento – anche se qui mi limito ai risultati del rapporto Parsec che già nel 1996 presentò alla Commissione Europea, uno studio congiunto con l’Università di Firenze e l’Organizzazione Internazionale Migrazioni (organismo dell’ONU), stimando le così dette schiave del sesso al 10% circa del totale, 1500-1800 su 15000-18000 prostitute allora stimate. Una successiva ricerca Parsec del 1998 e pubblicata ne “I colori della notte” (Francesco Carchedi, FrancoAngeli editore, 2000) ha ridotto la precedente stima portandola all’8/9%.

“Che questo risultato (suffragato dal Censis n.d.a) venga ignorato dai politici che discutono sulla questione prostituzione, è indice del basso per non dire nullo livello culturale con il quale la questione viene solitamente affrontata” – scrive Jonathan titolare di un sito dedicato alla prostituzione in Italy.

E mentre dalla maggioranza giungono i boatos seguiti all’ennesimo decreto basato sui due pesi & due misure, la finiana Angela Napoli, riferendosi alle cronache dei famosi festini del Caimano, afferma “Non mi pare sia il momento più opportuno per un provvedimento del genere (…), il foglio di via vuol dire nuovo peso sulle spalle delle forze dell’ordine che non hanno neppure i soldi per la benzina [senza contare] poi il messaggio che passa: via dalle strade ma va bene nelle case dei potenti”.

L’antiproibizionista radicale Rita Bernardini invita l’ancor premier “a spiegare perché la gente deve sopportare leggi che Lui non rispetta e che sbeffeggia ancor prima di approvare”.

Pia Covre segretaria del Comitato Onlus per i diritti civili delle prostitute, rincara “E’ incostituzionale introdurre un reato per decreto. Berlusconi sta solo sparando fumo per annebbiare la vista su ciò che sta succedendo: ci vogliono far credere a un’emergenza prostituzione come l’emergenza immigrati [mentre] la sola emergenza prostituzione è nel governo”.

La concitata Concita de Gregorio, direttore dell’organo del Partido Desaparecido, commentando la rassegna stampa su Rai 3 della scorsa settimana, a un ascoltatore che le chiedeva lumi sulla possibile re/introduzione delle case chiuse così/dette, rispondeva con il solito ecumenico per carità… si tratterebbe di tornare indietro invece che andare avanti… senza però precisare come e ignorando o fingendo di ignorare che i clienti delle prostitute stradali, in mancanza di strutture adeguate, eros center etc, ammonterebbero a 9 milioni 9, corrispondenti a un fatturato miliardario esentasse parte del quale viene riciclato in droga & armi. Traffico di cui non cito i dati ufficiali essendo gli stessi discordanti e approssimativi, mentre gli italiotti, grazie alla mentalità catto-sessuofobica repressiva imperante, continuano a dirigersi anche verso le mete del turismo sessuale, come l’america latina Cuba compresa, il sud est asiatico e chi più ne ha più ne metta

(*) “Non si può non rimanere colpiti dal fatto che questo dato del rapporto Parsec nel dibattito pubblico è quasi sempre poco considerato mentre è prevalsa, per ragioni che varrebbe la pena indagare, da fronti assolutamente opposti in tema di immigrazione, una visione che puntava a massimizzare i numeri della tratta, confondendoli regolarmente con quelli della prostituzione straniera ed immigrata.
Volontà di presentare l’immigrazione come realtà criminale nella forma più odiosa della prostituzione coatta e voglia di pensare alle donne straniere della prostituzione di strada come tutte trafficate e quindi vittime vulnerabili e innocenti a cui dare aiuto, chiudendo una buona volta il dibattito imbarazzante che donne emancipate possano «scegliere» la prostituzione.”
(Cestim – Centro Studi Immigrazione, Verona)