Berlusconi ha deciso, o meglio gli hanno fatto decidere, di non andare al forum delle famiglie. La notizia è stata accolta favorevolmente da molti commentatori, tranne forse che da Monsignor Fisichella che, dopo aver contestualizzato le bestemmie del piccolo Cesare, si stava apprestando a contestualizzare le escort attraverso una sapiente rivisitazione dei 10 comandamenti: il non desiderare la donna d’altri, sarebbe stato riscritto più o meno così: “Non desiderare la donna d’altri, a meno che tu non sia presidente del Consiglio, in Italia, piccolo di statura, proprietario di tv, sottoposto, dunque,a tentazioni diaboliche, in modo tale che la violazione possa essere patteggiata da mortale a veniale”, e così sia.

Questa volta, purtroppo per Silvio, i credenti se la son legata al dito e non hanno voluto correre il rischio di ascoltare le solite barzellette sugli ebrei, sull’Aids, sugli omosessuali, e così lo hanno pregato di restare a palazzo Grazioli e dintorni, possibilmente da solo, in segno di penitenza. Peccato! Poteva essere l’inizio di un grande spettacolo. Dopo super Silvio macho e protettore della famiglia, avremmo sicuramente potuto assistere a prodezze analoghe e non meno strepitose.

Per esempio perché non invitare Previti al corso di aggiornamento per le fiamme gialle impegnate a contrastare quei delinquenti che vogliono corrompere i giudici e i funzionari dello stato?

Oppure perché non chiedere a Dell’Utri di tenere la relazione introduttiva al prossimo raduno di Libera contro le mafie?

O ancora perché non invitare Brancher a una lezione magistrale sul tema: interesse generale e norme ad personam?

Non sarebbe da disprezzare neppure una relazione dell’ex ministro Scajola al prossimo incontro delle associazioni dei consumatori, per spiegare loro quali siano le strade migliori per abbattere i costi dei mutui e dei lavori di ristrutturazione.

L’amico Verdini potrebbe, invece, partecipare al prossimo raduno dei banchieri cattolici in qualità di relatore sul tema: Dio non paga il sabato, ma per fortuna ci sono altre sei giorni nella settimana.

Il programma potrebbe essere ulteriormente arricchito dai vostri suggerimenti e consigli, non risparmiatevi, spediteci proposte di iniziative, nomi dei relatori, titoli delle possibili relazioni.

Il piccolo padre della famiglia italiana, tuttavia, non avrà neppure il tempo per dispiacersi, perché nel frattempo il presidente Fini gli ha inviato un avviso di sfratto. Ultimatum o Penultimatum?

Lo vedremo nelle prossime ore. La frattura appare sempre più insanabile, perché le ragioni non affondano solo nella storia del lettone di Silvio, ma riguardano l’idea stessa di legalità, di interesse pubblico, il furto della costituzione medesima, l’autonomia della giustizia e del parlamento, l’unità nazionale rispetto alle spinte secessioniste e xenofobe. Altro che il lettone di Silvio! Qualsiasi cosa Berlusconi deciderà di rispondere all’invito alle dimissioni che gli ha rivolto Fini sarà solo una mossa tattica, uno spot per guadagnare tempo.

Berlusconi non può rispondere alle domande politiche che gli ha rivolto Fini semplicemente perché non gli interessano, non rappresentano le ragioni della sua discesa in politica, non riguardano il suo interesse privato che, alla fine, costituisce l’essenza del suo agire pubblico e privato, indissolubilmente legati nel suo conflitto di interessi che è stato la ragione prima dei suoi trionfi, e che ora potrebbe diventare la pietra al collo che lo tirerà sul fondo del mare.

Nell’attesa che Berlusconi risponda a Fini e che Fini decida di staccare la spina con un trasparente voto di sfiducia parlamentare, sarà bene non restare con le mani in mano e prepararsi a una mobilitazione straordinaria capace di coinvolgere milioni di donne e di uomini. In queste ore il popolo viola ha promosso raccolte di firme in diverse città d’Italia e sulla rete. Lo stesso ha fatto, sul suo sito, Articolo21. Lunedì pomeriggio, a Roma, davanti alla Camera dei deputati, in occasione della riapertura dopo una lunga pausa dovuta alle risse nella maggioranza, si terrà un nuovo appuntamento promosso da Gianfranco Mascia, dalla Italia dei Valori, da decine di comitati e associazioni. Il 27 novembre la Cgil sarà in piazza per una giornata di protesta nazionale contro grave crisi economica e sociale che sta piegando il paese.
L’11 dicembre toccherà al Pd che ha deciso di promuovere una grande manifestazione nazionale.

Sarà il caso di essere presenti ad ogni iniziativa utile a presidiare la Costituzione e a porre fine a questa oscena rappresentazione. Teniamoci pronti, tuttavia, anche ad indire un solo immenso corteo segnato dalla presenza della carta costituzionale e del tricolore, capace di unire quanti, comunque schierati o non schierati, vogliano porre fine a questo incubo prima che si trasformi in una tragedia nazionale.