Ci erano state promesse meno tasse per tutti, ed invece lo scudo fiscale ha fatto pagare meno tasse solo a pochi ricchi evasori. Ci era stato promesso più lavoro per tutti, ed invece sono tutti precari. Ci era stata promessa più sicurezza per tutti, ed invece sono stati ridotti i fondi per le forze dell’ordine, che addirittura hanno recentemente lamentato difficoltà per fare benzina sui loro mezzi. Qualche comico aveva ironizzato sulla campagna elettorale del premier, inventando slogan del tipo “più gnocca per tutti”. Anche in questo caso, però, mi pare che il Premier abbia pensato più a se stesso ed ai suoi amici che a tutti noi, organizzando vagonate di auto, pulmini e aerei di Stato pieni di belle figliole. Anzi, per gli “utilizzatori finali delle signorine da marciapiede” proprio ieri il Consiglio dei Ministri ha varato una norma sanzionatoria e restrittiva: anche in questo caso si privilegiano i ricchi, i soli che possono permettersi una escort?

Certamente io non praticherei mai un bunga bunga con Fede, né condividerei un trans con Marrazzo o una donna con Brunetta (questioni di gusti…), ma non è questo il punto.

Di tutta la vicenda delle escort del Presidente del Consiglio e del suo entourage di amici è la questione relativa alle scorte – “taxi” di belle figliole che mi ha colpito di più. Il tema non è nuovo, essendosene parlato a lungo con riguardo ai voli di Stato per Villa Certosa. Questa volta la questione riguarda le decine di uomini delle forze dell’ordine costretti a tutelare personalità dedite al bunga bunga ed a festini, e, pare, a riaccompagnare talvolta anche le fortunate di turno, con le auto di scorta delle personalità cui si accompagnano.

Ora, se è indubbio il diritto ad una libertà sessuale dei nostri politici (anche se magari potrebbero risparmiarci periodiche filippiche sui valori della famiglia…), quello che è difficile da accettare è l’entità delle risorse umane e materiali che vengono necessariamente impiegate, nelle attuali condizioni di difficoltà. Quando ero giudice penale a Locri mi erano state assegnate due sedi di Tribunale. Capitava che dovessi andare dall’una all’altra, specie quando avevo processi in Corte di Assise. In quelle occasioni veniva a prendermi una vettura di servizio. Una Fiat vecchia di circa 10 anni, ovviamente non blindata, maleodorante ed anche un po’ ammaccata. Tutt’altra cosa, invece, le vetture dei miei “clienti” (il fior fiore della ‘ndrangheta) e dei loro avvocati: Mercedes, Audi, fuoristrada d’ogni sorta.

Comprarmi una mia automobile? Nemmeno a pensarne. Cioè una l’avevo comprata, ma, non avendo alcun servizio di scorta o di sorveglianza fissa, ho dovuto optare per una vecchia utilitaria (valore 2.000 euro), il che, tra l’altro, non ha impedito, con cadenza periodica: a) il danneggiamento della fiancata sinistra con oggetto appuntito; b) il furto del tergicristallo anteriore sinistro; c) il furto delle borchie copri cerchioni delle 4 ruote; d) il danneggiamento del parafango posteriore; e) l’“infiocchettamento” della vettura con il nastro di pericolo dei vigili del fuoco; f) la rottura dello specchietto destro; g) il furto del tergicristallo posteriore; h) la rottura del faro posteriore destro, ecc. ecc.

Nonostante questo, non mi è mai venuto in mente che le forze dell’ordine potessero essere distratte dal loro lavoro (che svolgono in condizioni davvero difficili) per guardare la mia auto o per portarmi (con la loro) a qualche festa od occasione mondana. Qualche volta qualche carabiniere si è offerto spontaneamente di accompagnarmi a fare footing sul lungomare, dopo alcune spiacevoli “coincidenze”, durante il suo tempo libero, regalandomi un’ora di relax.

Pensare ora alle forze dell’ordine che perdono il loro tempo aspettando che i politici (e non) finiscano i loro festini, francamente, mi fa riflettere assai.