Appoggio esterno? “Fini domani andrà molto oltre”. Lo dice Italo Bocchino dal palco di Perugia dopo il saluto di Gianfranco Fini alla convention di Futuro e Libertà a Bastia Umbra: “Sarai il principale protagonista della Terza Repubblica, costruendo un nuovo centrodestra”, dice Bocchino rivolgendosi direttamente al presidente della Camera: “Tu che hai liquidato la Prima repubblica e poi il bipolarismo, di cui certifichiamo la fine irreversibile”. L’intervento di Bocchino segue quello a sorpresa del presidente della Camera. Il suo discorso “politico” è atteso per domani, ma il leader di Fli ha voluto prendere parte all’apertura, subito dopo la lettura del manifesto per l’Italia da parte di Luca Barbareschi: “In Italia – dice Fini dal palco – c’è ancora la possibilità di una politica fatta senza interessi né carrierismi. I nostri obiettivi sono ambiziosi, nessun traguardo è precluso. Non ci limiteremo a vivere di rendita. Abbiamo nell’animo e nel cuore la voglia di continuare nel meraviglioso disegno che è il cambiamento della nostra patria”.

In questi giorni il premier Silvio Berlusconi e tutto il Pdl hanno chiesto a Fini di prendere una posizione chiara e decidere se proseguire con convinzione l’esperienza di governo oppure staccare la spina. In particolare, i rumor della settimana hanno prospettato due possibilità: le dimissioni del presidente della Camera, che equivarrebbero a una discesa in campo netta, ma anche l’appoggio esterno di Fli al governo, ritirando dall’esecutivo la pattuglia di Futuro e libertà, a partire dal ministro Andrea Ronchi e dal sottosegretario Adolfo Urso. I seimila accreditati al centro Umbria Fiere sembrano aver già deciso. E sono pronti a una traversata nel deserto, senza certezze, pur di iniziare un percorso smarcato dai berluscones. “Meglio un divorzio tardivo che una convivenza impossibile”, sembrano dire gli iscritti.

E a chiedere a Gianfranco Fini una scelta netta non è soltanto la base. Anche i dirigenti vogliono la svolta: “Questa gente – dice Italo Bocchino riferendosi a Fini – ti chiede di costruire una nuova destra, come quella che c’è in Francia, Germania, Inghilterra. Devi avere coraggio, lo stesso coraggio che hai avuto quando hai osato alzare il dito contro una ingiustizia”. Per dare forza a questa affermazione, Bocchino cita la potenza di fuoco di Fli: “Ventimila iscritti, cento circoli di Generazione Italia. Caro Gianfranco, questi sono i tuoi uomini, gli uomini pronti a farti da scudo umano, quando qualcuno vuole distruggere la forza che rappresenti”. A margine, nella sala stampa, Bocchino ha ricordato ai cronisti che “il 29 settembre, giorno del suo 74esimo compleanno Berlusconi ci ha detto che in cinque settimane avrebbe realizzato i cinque punti del programma. Non è successo niente –  sottolinea -. Sono stati fatti solo provvedimenti che non comportano spesa, perché altrimenti Bossi e Tremonti avrebbero posto il veto. Ieri è stato varato un provvedimento sulla prostituzione che era in esame da due anni mi sembra un pò poco…”.

Sempre ai cronisti il capogruppo di Fli alla Camera afferma che: “La giornata di oggi certifica il grossolano errore di Berlusconi quando ha espulso Gianfranco Fini dal Pdl”. “Noi – prosegue Bocchino – siamo per un governo che duri per tutta la legislatura, ma a questo punto dopo le parole ci vogliono i fatti”, e aggiunge che “il premier deve essere quello che ha vinto le elezioni, e le elezioni le hanno vinte Berlusconi e Fini. Quindi e’ naturale che sia il primo. Ma se Berlusconi non ce la facesse ad andare avanti e gettasse la spugna, noi faremo le nostre valutazioni per trovare soluzioni alternative”.

In prima fila, all’inaugurazione della convention, c’è Elisabetta Tulliani, la compagna di Fini, al centro dell’affaire Montecarlo che quest’estate ha coinvolto il presidente della Camera per il discusso passaggio di proprietà di un immobile monegasco lasciato in eredità ad Alleanza Nazionale da una benefattrice. Non è stata accolta invece Patrizia D’Addario, l’escort al centro delle cronache del 2009 sui festini di Berlusconi. Secca la replica dell’ufficio stampa di Futuro e libertà: “La presenza della D’Addario alla nostra Convention è imprevista e non gradita e rappresenta una evidente provocazione che non ci interessa e che respingiamo al mittente”. La escort si è presentata lo stesso, ed è stata accompagnata all’uscita, tra le urla dei militanti: “Qui non siamo al Pdl”. Lei, andandosene, si è lasciata sfuggire qualche lacrima: “Ho avuto coraggio, ho sempre detto la verità – ha detto -. Ero qui perchè volevo capire, stimo Fini”.