Sono “gravi fibrillazioni e incertezze politiche e istituzionali” quelle che “il Paese sta soffrendo”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel discorso tenuto nel salone dei corazzieri al Quirinale, in occasione della Giornata per la ricerca sul cancro. Da quando è tornato dal sua viaggio di Stato in Cina, è l’ennesima esternazione sulla situazione del Paese che il presidente fa: “Ci vuole un’Italia che funzioni come sistema paese, e ci vuole molto il senso della responsabilità comune”, ha spiegato Napolitano.

Malgrado tali incertezze e nonostante la litigiosità continua delle forze politiche, il Capo dello Stato ha esortato ad avere fiducia nel futuro: “Ci conforta e ci dà fiducia il fatto che fondazioni e associazioni”, come Airc e Firc, “studiosi, ricercatori e in special modo giovani ricercatori, operatori della sanità ad ogni livello e anche in divisa di ministro portino avanti con fermezza e con continuità la loro missione”.  “Soprattutto in tempi di crisi c’è bisogno di continuare a investire nella ricerca”.“E’ l’operosità che guidano in molti campi, quotidianamente, un gran numero di italiani, persone e soggetti collettivi, ad essere una garanzia di vitalità e di coesione della nostra nazione”. Tutto questo “ci induce anche in questi momenti difficili a guardare con fiducia al futuro”. Per questo, aggiunge Napolitano: ”Soprattutto in tempi di crisi c’è bisogno di continuare a investire nella ricerca”.

Napolitano ha ringraziato i vincitori dei premi di quest’anno consegnati a chi ha dato un contributo di qualità alla ricerca e a quanti hanno meritato per il loro sostegno alla ricerca. “Abbiamo bisogno dell’impegno degli uni e degli altri”, ha detto. Poi ha ringraziato “di cuore” Umberto Veronesi che ha sottolineato l’importanza del fatto che l’inserimento di terapie sempre più tecnologiche non metta da parte “il valore decisivo del rapporto di fiducia con il paziente”. Questo, ha commentato Napolitano, “ci trasmette un messaggio morale non meno importante di quello tecnico”. Un “grazie” è andato anche al ministro Fazio per avere sottolineato l’importanza di “un’effettiva interazione tra ruolo della ricerca, della professione medica e dell’associazionismo, e ruolo delle politiche pubbliche, che in questo campo è decisiva”.

L’altro richiamo lo ha espresso in una intervista esclusiva per Tv7che andrà in onda stasera sulla Rai. Alla domanda se credesse nelle capacità dell’Italia di cogliere le sfide offerte dai nuovi mercati, da paesi in impetuoso sviluppo come la Cina, Napolitano ha risposto: “Questa è la grande questione. Quando il presidente o il primo ministro cinese mi dicono: ‘Noi siamo convinti che l’interscambio tra i nostri paesi crescerà perchè c’è complementarietà tra le nostre economie’, oppure assicurano che la crescita cinese non metterà in crisi lo sviluppo italiano purché lo sviluppo italiano si porti a livelli più avanzati, dicono alcune cose che tocca fare a noi. Perciò ci vuole un’Italia che funzioni come sistema paese, e ci vuole molto il senso della responsabilità comune. Rappresentare questa Italia è il mio dovere principale, e io lo faccio dovunque vado: dobbiamo esprimere dinanzi al mondo un’immagine unitaria dell’Italia. Ma l’Italia come nazione, l’Italia come Stato, deve presentare una fisionomia che non dia adito a dubbi sulla sua tenuta e sulla sua stabilità”.