Silvio e la prostituzione. Ora che decine di ragazze raccontano dei loro incontri a pagamento con il premier (la magistratura sta cercando riscontri), è forse utile ricordare come solo due anni fa, appena insediato, sull’argomento Berlusconi presentò un disegno di legge con il ministro Carfagna – ne ha parlato anche Marco Travaglio ieri ad Annozero. Il ministro per le pari opportunità non si risparmiò dichiarazioni al fulmicotone: “La prostituzione mi fa rabbrividire, mi fa orrore – disse -, non comprendo chi vende il proprio corpo“, (“Anche il ministro ha usato il suo corpo” risposero le associazioni delle prostitute ricordando i sexy-calendari di Mara).

Ma è ancora più utile ricordare come commentò lo stesso Berlusconi la legge. Come risulta in modo incontrovertibile dal video della conferenza stampa qua sopra, Silvio affermò perentorio: “La prostiuzione è un fenomeno che sta dilagando” e poi aggiunse: “Si teme che 20mila persone si prostituiscano contro la propria volontà. Sono ridotte in condizioni di schiavitù, attirate in Italia con lo specchietto del lavoro nella moda o nel cinema o nella televisione, poi costrette in appartamenti, private dei loro passaporti e dei loro documenti, utilizzate e poi minacciate di morte in caso rivelassero a chiunque questa loro condizione“. Chissà perchè, se a questa dichiarazione si toglie “la schiavitù” e le “minacce di morte”, questa ricostruzione sembra ricordare qualcosa.

Ma il meglio viene verso la fine del video (al minuto 1:55): “per questo – dice ancora Berlusconi – abbiamo fatto un disegno di legge che è intervenuto con delle pene elevate per chi sfrutta la prostituzione” e “per gli stessi clienti delle prostitute“. Credo, conclude Silvio, “che queste pene siano molto giuste anche quando soprattutto queste prostitute sono minorenni e appaiono per il loro aspetto come tali“. Notare la sottolineatura: la legge Carfagna prevede il carcere per chi si prostituisce in strada, inasprisce le pene per gli sfruttatori e per i clienti (chissà chi erano i clienti di alcune ragazze diventate molto note negli ultimi giorni), ma per B. è ancora più grave è il comportamento di chi va con le minorenni che sembrano minorenni: il Berlusconi pensiero sembra essere tutto riassunto in quel “soprattutto”.

Molti hanno detto in questi giorni: “Berlusconi a casa sua può fare ciò che vuole“. Io non lo penso: oltre all’ipocrisia di un premier che si vanta di “certi comportamenti” e poi strozza varie libertà civili per ingraziarsi il Vaticano, un presidente del Consiglio è anche rappresentante di tutti i cittadini. Ieri Italo Bocchino si è improvvisamente ricordato del progetto di legge Carfagna: “Il ddl approvato dal governo contro la prostituzione – ha dichiarato il deputato finiano – è chiuso da due anni nei cassetti, per ragioni che credo tutti possiamo immaginare, e nessuno lo vuole tirare fuori…”. Ciò “che tutti possono immaginare” è proprio quello con cui  Berlusconi rappresenta tutti noi in Italia e nel mondo.

PS: Manco a farlo apposta oggi Berlusconi è tornato a parlare di prostituzione. Il progetto di legge Carfagna è stato rilanciato e inserito nel pacchetto sicurezza proposto dal ministro Maroni.