“Se mi si chiede se conosco una persona che può ricevere un affidamento, io la contatto e le dico di andare in questura. L’avrei fatto anche con lei che sta facendo questa domanda sbarazzina”. Così, il premier, Silvio Berlusconi, stamani è tornato a parlare del caso Ruby, la minorenne marocchina “salvata” dalla questura milanese grazie a una telefonata della presidenza del Consiglio. Berlusconi, rispondendo ai cronisti al Consiglio d’Europa, ha bollato quanto riportato dai quotidiani come “una balla inventata dai giornali” perché, ha detto, “non avrei potuto pensare di esercitare un potere che non ho”.

Il Cavaliere ha spiegato di essersi “deciso di aiutarla come aiuto tutti coloro che mi chiedono aiuto”. Ma, ha aggiunto, “non le ho regalato nessuna auto, né gioielli. Penso che quanto ha dichiarato questa persona sia sufficiente, non voglio ritornare più su questa situazione. Leggo sorridendo, ridendo, tutte le balle che riportano i giornali”.

Alla domanda sui presunti festini nella sua villa di Arcore ha detto che “su quanto avviene a casa mia non devo chiarire niente perché da me entrano solo persone che si comportano bene. Io sono una persona giocosa, che ama la vita, ama le donne”, il bunga bunga, “è una storiella che mi fa ridere molto”. Berlusconi ha poi ricordato una “battuta che gira nella sinistra e che recita: ‘Un attacco al giorno toglie Berlusconi di torno’ ma si perde quel che rispondo io: Due o tre attacchi al dì e Berlusconi resta lì”. E conclude: “Nessuno mi potrà far cambiare il mio stile di vita, di cui sono orgoglioso”, ha detto a Bruxelles. “Io faccio una vita terribile, che porto avanti con sforzi disumani lavorando fino alle due e mezza di notte. Poi alle due e mezza vado a dormire e mi risveglio alle sette. E se io ogni tanto ho bisogno di una serata distensiva nessuno mi farà cambiare stile di vita”.