“Tre giorni e l’emergenza a Napoli sarà finita”. Lo annuncia Berlusconi che dà il via alla costruzione di altri inceneritori e a quello che definisce “un grande piano per la raccolta differenziata”. Dopo la visita al termovalorizzatore di Acerra il premier assicura che “dobbiamo essere soddisfatti” dell’opera perché “sta funzionando molto bene. Entro la fine dell’anno, sarà al 90%”. Si tratta di un dato in contraddizione con il “funzionamento episodico” segnalato ai primi di ottobre dal procuratore capo di Nola Paolo Mancuso. Nonostante ciò per il premier e per i suoi “il quarto termovalorizzatore si deve fare”, anzi, Berlusconi vuole “celerità nella realizzazione nei termovalorizzazione. Ci vogliono due anni per ottenere i contratti. Volendolo fare possiamo impiegarci un anno e mezzo”.

“Non è una situazione che possa avere un’alternativa”, dice a proposito della presenza di discariche nell’area di Terzigno. Poi cerca di calmare i cittadini: “Vorrei dire agli abitanti di questi paesi che manteniamo il piano presentato ai 18 sindaci”. Il piano prevede, ricorda il Cavaliere, “un fermo dei conferimenti a Cava Sari per consentire la copertura e i controlli sanitari e ambientali: sono avanzati e stanno dando buonissimi risultati. Sono fatti non solo da noi, ma dall’Istituto Superiore di sanità, dall’Ispra e dai tecnici dei comuni interessati: nessun dato fuori norma viene ad ora segnalato”. “Cava Sari sarà destinata da qui in avanti solo ad accogliere i rifiuti della popolazione dei comuni vesuviani, la cosiddetta ‘zona rossa’”, afferma. “Abbiamo detto che in 10 giorni il fenomeno si sarebbe risolto. Siamo già molto avanti, il fenomeno è stato risolto al 90%” Mentre l’odore che arriva da Cava Sari “è solo al 10% rispetto a quello di alcuni giorni fa, e in tre o quattro giorni, entro il limite dei dieci giorni che ci eravamo dati, l’odore sparirà completamente”. Per quanto riguarda Cava Vitiello, la sua apertura è stata congelata: “La dizione esatta che abbiamo messo nel documento che sottoporremo ai sindaci è: ‘Ogni determinazione circa l’apertura è sospesa a tempo indeterminato'”. Certo, ha assicurato, “i problemi sarebbero minori se si procedesse con la raccolta differenziata. A Napoli è al 18%. Abbiamo sollecitato il presidente della Provincia e quello della Regione a varare un grande piano” per differenziare i rifiuti.

Le proteste violente, secondo il premier, sono state provocazioni “di alcuni facinorosi”: “Questi pare siano anche organizzati in quattro diverse situazioni e hanno messo a dura prova pazienza e capacità di resistenza delle forze dell’ordine” che il premier ringrazia “per la saggezza e la prudenza con cui hanno risposto”.