“Questa non è una resa ma una vittoria”: così Felice Floris, leader del Movimento pastori sardi, ha annunciato la decisione di lasciare l’aula del Consiglio regionale di Cagliari dopo una settimana di occupazione. “Siamo stati ascoltati, abbiamo ottenuto un tavolo esclusivo per discutere le nostre richieste”, urla da un megafono a un centinaio di manifestanti. Sette giorni accampati all’esterno del palazzo, nella centralissima via Roma, già teatro degli scontri di martedì scorso tra allevatori e polizia con cariche, lacrimogeni e feriti (uno dei quali ha perso un occhio). Notte e giorno, fuori e dentro il palazzo “perché i pastori sono disperati” come ripetono tutti. Non abbiamo più nulla da perdere”. Oggi si torna a casa, si levano le tende, coperte e cuscini vengono calati giù dalle finestre. Ma la trega è armata. Già domani il giorno della verità: alle 10 ci sarà l’incontro tra una delegazione Mps e il presidente della Regione Ugo Cappellacci.

Al tavolo delle trattative si è arrivati dopo giorni di stallo e incontri. L’ultimo quello di stamattina tra gli occupanti il presidente della Regione e i capigruppo di maggioranza: un risultato importante e fino alla fine incerto visto che era stato chiesto lo sgombero prima di qualsiasi dialogo. “Siamo contenti ma per modo di dire”, spiega uno dei portavoce del Mps, Filippo Gioi. “La nostra piattaforma è di 14 punti e dobbiamo discuterli tutti, servono risultati concreti”. Un tavolo tutto per i pastori perché è ormai irreversibile la rottura con le associazioni di categoria, come la Coldiretti, che verranno ascoltate oggi alle 18. Gli equilibri sono delicati, lo scacchiere si fa sempre più complesso visto che domani industriali del latte e cooperative spiegheranno le loro ragioni alla politica. Il movimento, tra simpatie e diffidenze, farà richieste precise aiuti immediati per affrontare l’emergenza.

“Questo è solo un intermezzo per portare avanti la trattativa”, spiega Felice Floris acclamato e applaudito dai suoi all’uscita. Se i pastori non verranno accontentati scenderanno di nuovo in piazza, la manifestazione è in programma per venerdì e a quel punto sarà difficile tenere calmi gli animi. “Calma pastori, calma”, ha sempre urlato Andrea Cinus, uno dei delegati del movimento che da giugno organizza manifestazioni e azioni di protesta: l’occupazione dell’aeroporto di Cagliari e quello dei vip in Costa Smeralda, l’invasione della statale 131, principale strada della Sardegna, il blocco dei carichi di carni straniere nei porti isolani, che poi vengono marchiate come sarde e abbattono il mercato locale. “Calma pastori, calma”, un motto come un mantra rilanciato di continuo. Ma è ormai chiaro che di calma ne è rimasta poca “perché le aziende sono in ginocchio, come si fa a tornarci senza nessuna prospettiva, aggiunge Cinus. Sono mesi che aspettiamo risposte”.

di Maddalena Brunetti