Mentre Silvio Berlusconi riprende la rincorsa vero il Lodo Alfano definito “indispensabile con questi pm”, la Commissione Affari costituzionali del Senato riaprirà i termini per presentare nuovi emendamenti. La decisione è arrivata nelle prime ore di questo pomeriggio al termine dei colloqui fra Pdl e Fli. Se verranno riaperti i termini, i finiani potrebbe presentare un proprio emendamento in Commissione. Una posizione importante confermata dal sentaore Fli Pasquale Viespoli per il quale “noi abbiamo sempre parlato di costituzionalzzazione del lodo Alfano, quindi anche con il recupero dei limiti posti alla reiterabilitaà che vi figuravano. Da parte di Futuro e libertà c’è massima coerenza e continuità di posizione”.

Le ultime posizioni del ministro della Giustzia sul ritiro della reiterabilità sono piaciute ai finiani. La presidente della Commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno, le definisce “molto positive”. Secondo la Bongiorno, in questo modo viene dimostrata “la volontà di venire incontro alle nostre istanze”.

Questa mattina, intanto, il Cavaliere aveva ribadito la necessità del lodo. “Ritengo – ha detto il premier – che una legge che sospenda i processi delle più alte cariche dello Stato mentre adempiono alle loro funzioni istituzionali sia opportuna ed anzi, vista la magistratura con cui abbiamo a che fare, assolutamente indispensabile”. Queste le parolo spese dal presidente del Consiglio in un lungo colloquio con Bruno Vespa per il libro “Il cuore e la spada. 1861-2011. Storia politica e romantica dell’Italia unità”, in uscita il 5 novembre per Mondadori Rai Eri. Giudizio confermato anche dopo le dichirazioni di ieri del presidente della Camera, Gianfranco Fini. “Soltanto con la serenità e la forza d’animo che derivano o dalla consapevolezza di non aver commesso alcun reato – prosegue il premier – sono riuscito a disinteressarmi dei tanti, troppi procedimenti che mi sono stati addossati e che ogni giorno vengono amplificati da giornali e televisioni”. La dichiarazione del premier ha riaperto le polemiche sulla necessità di portare avanti il provvedimento. Settimana scorsa Berlusconi in un’intervista disse di non aver mai chiesto il Lodo Alfano.

“A stupire non è Berlusconi che è sempre lo stesso, quello che attacca i pm, chiede una commissione di inchiesta e vuole l’impunità, ma Fini che si meraviglia della reiterabilità e della retroattività del lodo Alfano. Quella di Fli è una reazione da anime belle della politica: lo scudo infatti è stato concepito per proteggere dai processi Berlusconi, quindi non poteva essere confezionato diversamente”, ha detto Luigi de Magistris, eurodeputato Idv e responsabile giustizia del partito. “Fini sia coerente e si opponga a questo delirio antilegalitario di Berlusconi, il quale se fosse realmente sereno come dice si farebbe processare. Ed invece fugge la legge con norme ad personam e pensa di punire i magistrati scomodi con commissioni di inchiesta simili ai Tribunali speciali fascisti, celebrando personaggi come Ganzer e De Gennaro, cioè esponenti delle istituzioni condannati, seppur in via non definitiva, per reati molto gravi, i quali in un Paese normale, e con un governo non deviato, sarebbero incompatibili con gli incarichi tuttora ricoperti”.