Per i giornalisti che la seguono, la vicenda di Avetrana sta diventando un meccanismo infernale. E mica per le sordidezze che di giorno in giorno vengono fuori, come rigurgitate da un pozzo nero privo di fondo; ma soprattutto perché dalla sera alla mattina seguente cambia la luce sui personaggi che compongono la storia, con la trasformazione degli agnelli in lupi e degli orchi in vittime delle circostanze. Il problema è che nel frattempo ci si è già sbilanciati, perché il pubblico reclama opinioni oltreché fatti; e quelle opinioni, pronunciate per essere definitive, tornano sempre più spesso come un boomerang addosso a chi le pronuncia. Il quale da lì in poi impara a essere un po’ più prudente, a cominciare dall’uso delle parole.

Deve essere stato un meccanismo come questo che l’inviato del Quotidiano Nazionale, Alessandro Farruggia, ha usato nell’edizione del 20 ottobre parlando di Cosima Misseri, madre di Sabrina e moglie di Michele. Egli ha iniziato così il suo pezzo: “Una cosa è certa: Cosima Misseri non è indagata. Ma su di lei si stanno addensando nuvolaglie nerastre”.

Nuvolaglie nerastre. Non ‘nuvole nere’, formula che l’inviato ha forse ritenuto troppo netta. Come nette erano state le verità smentite dei giorni scorsi. E c’è da capirli, Farruggia e tutti gli altri inviati. Credevano di trovarsi a seguire un fatto di cronaca nera, e non sapevano di trovarsi dentro un reality show che produce un colpevole al giorno per un pubblico volubile. Sarà dura tornare a fare ‘soltanto’ il loro mestiere.