Berlusconi rilascia una lunga intervista al giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung e non mancano, come di consueto, gli attacchi ai magistrati. “Nella magistratura abbiamo una corrente che agisce in modo eversivo – dichiara il Premier – cercando di procedere contro chi è stato eletto legalmente dal popolo. I processi vanno avanti già da molto tempo. Tutto è cominciato nel 1994 durante la mia prima legislatura. Due anni dopo – continua – sono stato assolto, ma i processi intanto avevano fatto cadere il governo e in questo modo la sinistra è giunta al potere. Ora l’opposizione vorrebbe procedere allo stesso modo”. Poi il presidente del Consiglio interrogato sulle leggi ad personam, risponde: “Non sono io che le ho chieste. Sono i miei alleati che se ne fanno promotori a mio favore, ricorrendo agli strumenti legali della democrazia”, e rincara, “non ho mai reclamato alcuna forma di tutela. Il mio partito ha presentato un disegno di legge in base al quale durante il mandato vengono sospesi i processi contro il Capo dello Stato e il Presidente del Consiglio; anche i termini di prescrizione vengono sospesi durante il mandato. Una legge del genere esiste in molti Paesi. Ho già avuto 104 istruttorie; più di mille procuratori della Repubblica si sono occupati di me e delle mie aziende. Ho speso più di 300 milioni per gli avvocati. Ciononostante, non sono mai stato condannato. La gran parte dei giudici – sottolinea Berlusconi – è seria”. L’autorevole quotidiano teutonico chiede conto anche delle ultime inchieste che toccano direttamente Berlusconi e suo figlio Piersilvio e relative ai diritti Mediaset: “Le accuse sono risibili. Ora si tratta di evasione fiscale. I giornali parlano di irregolarità fiscali commesse nel 2003 a Roma. In quel periodo, come presidente del Consiglio, non avevo più niente a che fare con il gruppo Mediaset presieduto da mio figlio e mia figlia. Si accusa l’azienda di aver evaso 1,9 milioni di euro nel 2003, quando per lo stesso periodo ha pagato 450 milioni di tasse”, poi oltre ai magistrati attacca anche la stampa, “la verità è completamente diversa da quella proclamata dalla stampa di sinistra. Nessuno dei capi d’accusa rivolti da 17 anni contro di me da certa magistratura corrisponde alla verità”.

Il Cavaliere viene chiamato a rispondere anche sulla crisi interna alla maggioranza e dice: “Suppongo che il partito di Fini continuerà a sostenere il governo. Mi candiderò comunque. In caso di elezioni, vedremo se il programma del partito di Fini sarà tale da consentire di renderlo parte integrante della coalizione”.