Riprendiamo il nostro viaggio nella musica underground e approdiamo a Milano in un amazing journey in bilico tra miti del passato e rivoluzioni musicali future.
Incontriamo i Neodea all’indomani del loro esordio discografico “Teorema del delirio” un disco che ha tutto il diritto di essere accostato, stilisticamente, a quelle band che spopolavano negli anni Novanta. Quelle che generalmente andavano sotto l’etichetta “Grunge”, il movimento rappresentativo dell’ultima rivoluzione generazionale del Rock ‘n’ Roll.

Attivi dalla prima metà del Terzo millennio, il loro primo disco “Teorema del delirio” colpisce per efficacia e immediatezza. I Neodea (Luca Colombo voce, Igor Mihalji al basso, Federico Valisi alla chitarra ed Emiliano Coldesina alla batteria) sono gruppo che ha Seattle come punto di riferimento e – tra i silenzi, dolore, storie d’amore e tra le pareti dell’inconscio e i richiami e gli abbandoni – hanno saputo reinterpretare in chiave moderna e attuale la tradizione rock d’Oltreoceano arricchendola con contaminazioni provenienti da altri generi musicali dando nuova linfa al rock italiano che tanto ne abbisogna.
Riff eleganti, ritmica potente e pulsante è questo il biglietto da visita dei milanesi Neodea.
Difficilmente gli amanti del Seattle Sound possono lasciarsi sfuggire questa piccola gemma.

E non è un caso che proprio nei tempi che stiamo vivendo, vi sia il il rifiorire di un genere che aveva preso tutt’altra direzione: di sicuro gli anni Novanta hanno lasciato lunghi strascichi ed è indiscutibile il fatto che la situazione economica, politica e sociale attuale sembra essere la fotocopia di ciò che in quegli anni era soltanto allo stato embrionale.
Il pessimismo dilaga, soprattutto tra i giovani che si sentono smarriti in un mondo che è diventato l’eccesso di tutto e proprio a causa di ciò che in quel periodo prendeva forma: la diffusione di Internet, la comparsa dei primi cellulari, la necessità di avere i propri attimi di celebrità senza valutare il prezzo per ottenerla.

Cosa portate dentro di quegli anni e cosa ha rappresentato il movimento Grunge per i Neodea?

La voglia di cambiare, la volontà di poter dire qualcosa usando la musica come mezzo di diffusione. Crediamo che il Grunge non sia stato solo un movimento musicale, ma un modo di vivere e di pensare. In effetti, le band nate sotto questa classificazione non avevano nulla in comune sotto l’aspetto puramente musicale… la voce della rabbia: questa è stata la cosa che ha accomunato le band del Seattle sound.
Probabilmente è proprio la rabbia, quella che nasce dalla consapevolezza di essere ancora una volta vittime della società in cui viviamo che ci accomuna alle band sorte a Seattle alla fine degli anni Ottanta.
Siamo rammaricati nel vedere le nuove generazioni, che a differenza di quella degli anni Novanta, tendano a rinchiudersi in una sorta di bolla isolandosi dal mondo, soli in mezzo alla gente, disinformati, legati al mondo esterno da social network che annullano i rapporti umani e guidati come marionette dai media.

Cosa pensate della situazione musicale italiana?

Non è un buon momento… sono poche le band che riescono ad emergere in un panorama comandato più dal Dio Denaro che dalla voglia di fare arte. I media non danno il giusto peso alla musica indipendente preferendo favorire artisti “a scadenza” spinti da major che hanno come unico obiettivo quello di avere, nell’immediato, un enorme rientro economico proponendo immagini adolescenziali omologate e un motivetto orecchiabile con cui tormentare la gente.

Coscienti di tutto ciò, quali sono le vostre ambizioni?

Sembrerà banale, ma vorremmo che la nostra musica possa arrivare a tutti… ci piacerebbe vivere di musica, non lo nascondiamo, ma non è la nostra priorità. Credo che ci sia un che di dignitoso nel presentarsi nei locali dove ci esibiamo, ancora vestiti da operai, con le mani piene di calli e col mal di schiena. Una volta sul palco però tutto cambia e diventa fantastico.

Voi siete sotto contratto con la Black Fading Records: come siete riusciti ad incontrarvi e cosa consigliate ai giovani musicisti che si affacciano sulla scena musicale alle condizioni attuali?

La nostra è stata pura fortuna… un demo è finito nelle mani di Cristiano Santini (il produttore, ndr) ed è nato il “Teorema del delirio”.
Non abbiamo grossi consigli per le giovani band, solo quello di non abbandonare mai il proprio sogno! Amiamo assistere alle perfomance di giovani gruppi: hanno una carica indescrivibile che non può perdersi con le prime difficoltà o per la delusione di entrare in un mondo che nel 90% dei casi dà come unico riscontro il piacere personale.
La musica è arte e comunicazione… non solo un modo per diventare popolari o per arrivare a facili guadagni!

I Neodea sono ancora in tournée: il 29 ottobre (h 23:00) si esibiranno al Think Thank Festival LIVE FORUM ASSAGO Assago, Milano; il 13 novembre (h 20:00) al Vizi del pellicano fosdondo, Correggio (RE) fosdondo, Reggio Emilia; il 26 novembre (h 21:00) al Pala Rockness Genzano di Roma, Roma; il 21 gennaio 2011 (h 22:00) al WANTED Vigevano (PV).

Ulteriori informazioni: http://www.myspace.com/neodea#ixzz12zKYbQ00
Continuate a contattarmi, scrivetemi all’indirizzo prinaldis@gmail.com Come sempre, Vive le Rock!