La sanzione nei confronti di Michele Santoro “non la posso revocare”. Lo ha detto il direttore generale della Rai Mauro Masi nel corso della registrazione di Porta a Porta, in onda oggi in seconda serata. Tra i temi, anche la vicenda del conduttore di Annozero. Masi ha così risposto alla sollecitazione fatta da Piero Sansonetti, ospite in studio con il segretario della Fsni Franco Siddi, il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, il parlamentare del Pd Matteo Colaninno, il direttore di Libero Maurizio Belpietro ed il direttore di Panorama, Giorgio Mule’.

Sansonetti aveva chiesto a Masi di fare marcia indietro, ovvero revocare la sanzione e nel contempo aprire un dibattito più ampio sul tema del pluralismo e delle regole da rispettare nei programmi. Il direttore generale ha replicato che l’argomento che ha indotto l’azienda ad adottare il provvedimento disciplinare nei confronti di Santoro “è tema troppo serio e delicato perché possa essere definito sul terreno dell’arbitrato, e abbiamo deciso per la strada della magistratura ordinaria”. Masi ha sottolineato che ovviamente l’efficacia della sanzione potrà aversi solo quando l’intero percorso sarà completato. Ed ha aggiunto – a proposito del pluralismo e delle regole – “sarà un percorso difficile ma voglio portarlo avanti fino in fondo. Questo non vuol dire che io abbia qualcosa contro Santoro, anzi ho anche una certa simpatia personale per lui”.

Il direttore generale della Rai ha espresso la sua idea di pluralismo. “Il palinsesto nel suo complesso credo che lo rappresenti compiutamente, anche se si può fare meglio e di più. Abbiamo chiesto che al di là delle trasmissioni di approfondimento già esistenti in palinsesto siano rispettate regole generali relative al contraddittorio, pluralismo, completezza. Su questo è noto il contrasto con Santoro e con qualche altro”. Masi ha poi sottolineato ancora che la sanzione aziendale “fa riferimento a Santoro e non alla trasmissione, che comunque deve tener conto di regole ben definite sul pluralismo. Questo è un tema fondante e irrinunciabile: il pluralismo deve fare riferimento a regole chiare”. Per il dg, la vicenda Santoro va avanti da 25 anni, “ed ha stancato tutti, ha stancato me, e spero che oggi sia l’ultima volta che torni a parlare del tema. Questo è un’argomento assolutamente e compiutamente aziendale – ha detto riferendosi alla sanzione – perché qui c’e’ un dipendente che anche con gestualità teatrale ha mandato a quel Paese il capo azienda. E’ di palmare evidenza che ciò debba comportare una sanzione, abbiamo applicato le norme della governance della Rai e del diritto del lavoratore, e la sanzione sarà applicata quando il percorso sarà compiuto”. Infine la sottolineatura: “Le regole devono valere per tutti, e durante la mia gestione ci sono stati già 10 licenziamenti e 46 provvedimenti di sospensione, di cui 4 della durata di 10 giorni” come la sospensione per Santoro.