Sono passate diverse settimane da quando è apparso il post di Claudio Fava intitolato “La rivoluzione costa compagni”. Ricordo che quando lo avevo letto mi aveva suscitato un disagio profondo, che però non riuscivo a esprimere in termini compiuti. Scorrendo qualche centinaio dei più di milletrecento commenti (quasi tutti negativi) ne avevo trovato diversi che condividevo. Ma rimaneva l’amaro in bocca. C’era qualcosa di più indefinibilmente virulento, nell’accusa a Grillo di profittare della propria attività politica facendo pagare un biglietto di 33 euro per il suo spettacolo.

Poi l’altro giorno, durante un lungo volo in aereo, ho finalmente avuto il tempo di guardare il Videoforum di Repubblica TV con Roberto Saviano (andato in onda pochi giorni dopo la pubblicazione del post di Fava), che avevo scaricato sul Blackberry. Ed e’ arrivata la folgorazione. Con chiarezza cristallina Saviano offriva la replica, che io non ero stato capace di formulare.

Rispondendo ad una domanda sui ‘movimenti’ (intorno al 21° minuto del filmato), in particolare quello a 5 Stelle, Saviano si concentra su quella che lui definisce la Macchina del Fango. Trascrivo testualmente:

La Macchina del Fango […] è questo meccanismo davvero mortale per la democrazia, mortale perché ferma tutti e rischia di essere qualcosa che avvelena anche questi movimenti [5 stelle, Popolo Viola, Piazza Navona, Girotondi]. Appena emerge qualcuno […], gli si salta al collo, gli si vola addosso dicendo: “Ti stai arricchendo”. E’ stato detto a tutti. E’ stato detto a Grillo, è stato detto a me, a Moretti, a chiunque. Come se guadagnare dal proprio lavoro sia un elemento criminoso. Si crea intorno un clima di diffidenza. Io vengo dal Sud. E’ tipico per esempio della città di Napoli fare così. Si è fatto con Diego Armando Maradona figuriamoci con tutto ciò che può produrre Napoli. Ecco perché dico che oggi forse in qualche modo questi movimenti sono un bene nella misura in cui ridanno fiducia con tutti i limiti e contraddizioni che possono avere tutti. Però li vedo positivamente.

E poco più oltre (al 28° minuto circa) Saviano ritorna sulla Macchina del Fango aggiungendo un altro elemento:

C’è una parte di opinione pubblica più forte, coscenziosa, militante, un’altra che è piena di delusione, non direi neanche pigra, semplicemente pensa: “Alla fine tutti uguali”. Si torna sempre lì. La Macchina del Fango serve a questo. Serve che quando tu stai prendendo di nuovo fiducia e dici: “Beh ma allora questi sono diversi. Beh ma allora forse non è vero che se io mi informo non serve a niente”. Quando questo sta accadendo arriva qualcuno a dirti: “Ma no! Sei un ingenuo! Guarda dietro cosa c’è. Guarda, anche lui ha le unghie sporche. Guarda! Guarda anche lui si vuole comprare la bella macchina!”

In parole povere con la Macchina del Fango vengono indeboliti o distrutti gli anticorpi della società, viene diffusa una forma di cinismo generalizzato che insieme alle televisioni è lo strumento più efficace per canalizzare il voto, e si produce la sfiducia nel sistema democratico, che consente di distruggere il sistema di pesi e contrappesi per lasciare campo libero ai prevaricatori.

Ed e’ sempre Saviano nel Videoforum a dare un consiglio prezioso su come affrontare la Macchina del Fango:

Contro tutto questo non si deve rispondere “Noi siamo migliori”, ma: “Noi siamo diversi”. Diversi non significa essere santi. Tutti hanno contraddizioni, politici di ogni colore, debolezze di ogni essere umano. Solo che ci sono debolezze e debolezze. Ci sono debolezze che poi diventano sistemi di estorsione, ci sono contraddizioni che rendono la persona disumana o criminale. E ci sono poi debolezze e contraddizioni che invece sono, diciamo, più tollerabili e possono essere quanto meno prese in considerazione appunto nella finitezza umana di ognuno”.

Gli argomenti di Saviano sono un potente vaccino contro gli effetti di quegli schizzi di fango capziosi e odiosi, talora verniciati persino di moralismo o falsa buona fede, lanciati per delegittimare l’avversario o l’interlocutore.

Sarebbe desiderabile che tutti noi che scriviamo o commentiamo su questo sito ce ne inoculassimo una dose.