Mauro Masi è l’esecutore. Capire chi sia il mandante non è difficile. Basta rileggersi i testi delle telefonate che in questi mesi sono circolate tra lui e Berlusconi.

E così la televisione pubblica mostra il suo lato oscuro censurando e mettendo il bavaglio, rispondendo prontamente ai diktat del principe irrequieto e evidenziando quanto sia condizionata dalla politica e dalla casta che ci governa.

Per fortuna esiste ancora un’isola felice, dove poter ancora esercitare la libertà di informazione, senza seguire i capricci di nessuno e con la consapevolezza che la circolazione delle idee e il pluralismo sono un valore aggiunto e non certo un ostacolo.

Sto parlando della Rete. Proprio in questi spazi sono maturate due iniziative che – in vista della sospensione di Annozero – diffonderemo nelle prossime settimane.

La prima è lo sciopero dei telespettatori nei giorni 21 e 28 ottobre. Il Popolo Viola ha lanciato questo momento di presa di coscienza individuale perché ritiene che la sospensione inflitta ad AnnoZero e a Michele Santoro dalla direzione generale della Rai sia solo l’ennesimo inaccettabile attacco alla libertà d’informazione perpetrato dal Governo. Per questo invita tutti i cittadini che hanno a cuore il pluralismo e la libertà a tenere le televisioni spente dalle 6 alle 24, per ribadire che i diritti alla critica e al dissenso sono valori fondamentali della Democrazia.

Con la seconda iniziativa vogliamo sopperire alla mancanza di libera circolazione dell’informazione nella tv pubblica, con la “Staffetta Web dell’Informazione Libera”: durante i giorni dello sciopero chiederemo a siti, blog e portali web di riempire parte di un palinsesto mettendo a disposizione il proprio indirizzo, per mandare in onda le puntate di Annozero già realizzate in questa stagione. Ciascuno occuperà un’ora trasmettendo dal suo indirizzo web, per poi collegarsi con il successivo e così via per entrambe le giornate.

Due modi per ribadire alcuni semplici concetti: il valore della intelligenza collettiva che si mette all’opera per difendere i principi della nostra Costituzione; la forza del web e delle connessioni; la necessità di reagire con gesti concreti e scelte di presa di coscienza individuale a tutte le censure.