La carta risale agli anni su cui si indaga. La grafia è quella di don Vito. Resta sconosciuto l’autore del “papello”, lo scritto che proverebbe il tentativo di patto tra mafia e Stato, e ci sono dubbi sulla scrittura a macchina dei pizzini di Bernardo Provenzano. Secondo gli esperti della polizia scientifica chiamati dai pm di Palermo al processo contro Mario Mori e Mauro Obinu, certi documenti consegnati da Massimo Ciancimino alla procura sono “con certezza” dell’ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino. Tra questi anche quello in cui si legge “on. Berlusconi metterà a disposizione una sua rete televisiva”, ma restano dubbi su altri.

Il primo imputato, ex capo dei Ros accusato insieme a Obinu di favoreggiamento aggravato alla mafia per la mancata cattura di Provenzano nel 1995, aveva affermato nell’udienza del 28 settembre che alcuni documenti fossero stati manipolati.

I fogli su cui don Vito avrebbe scritto a mano o a macchina appunti e messaggi risalgono allo stesso periodo in cui Massimo Ciancimino colloca la produzione del documento, dice oggi il risultato dell’esame del carbonio 14 svolto per datare la carta, eseguito dal capo della polizia scientifica Pietro Angeloni. E “con certezza” gli appunti sono stati scritti dall’ex sindaco.

Secondo gli altri consulenti del pm Nino Di Matteo, Maria Vincenza Caria e Marco Pagano, della polizia scientifica di Roma, i documenti non sono frutto di manipolazioni e interpolazioni. I due tecnici hanno esaminato 55 tra scritti attribuiti dai pm all’ex sindaco Vito Ciancimino e pizzini che proverrebbero dal boss Provenzano. I consulenti hanno esaminato davanti al tribunale i singoli documenti tra i quali il “papello” su cui ci sono alcune perplessità.

Le ipotesi sostengono che la lista con le richieste di Cosa nostra allo Stato per fermare le stragi sarebbe stata elaborata da Totò Riina nella presunta trattativa con uomini delle istituzioni. Tuttavia gli esperti non sono “riusciti ad attribuire la paternità del cosiddetto papello, perché le comparazioni non erano utili e alcuni dei documenti che c’erano stati forniti per effettuare i confronti erano soltanto firme”. I consulenti hanno comunque spiegato che il cosiddetto “contropapello” era stato scritto da Vito Ciancimino.

Altre anomalie sono state riscontrate su sette biglietti dattiloscritti attribuiti a Provenzano da Ciancimino junior. Sono stati realizzati con una stessa macchina da scrivere e probabilmente in un breve lasso di tempo. Lo spiega il consulente Lorenzo Rinaldi: usando a distanza di tempo un’unica macchina si dovrebbe notare qualche differenza, ma in questi pizzini, scritti tra il 1992 e il 2001 secondo Ciancimino junior, non emergono differenze dovute all’usura e al trascorrere del tempo, come se fossero stati redatti nello stesso periodo e non nell’arco di dieci anni. La macchina da scrivere sarebbe però diversa da tutte quelle che, per quanto accertato dagli inquirenti, il Ciancimino padre avrebbe usato nel tempo. Ma la circostanza non escluderebbe la paternità dei pizzini: Don Vito  era solito cambiare macchine e in un breve lasso di tempo sarebbe arrivato a usarne sette per stendere 11 bigliettini.